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Sagra del riccio di mare ad Alghero 2027 - La canna tagliata a croce e lu miral per vedere il fondo
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: traccedisardegna.it, letta il 19/09/2026.
La Sagra del riccio di mare si tiene ad Alghero, in provincia di Sassari, nei fine settimana di febbraio e marzo, in concomitanza con le condizioni climatiche migliori per la pesca. Il riccio, che in catalano si chiama bogamarì, viene aperto in strada dagli stessi pescatori e servito con un pezzo di pane e un bicchiere di vino; attorno ci sono le tapas del riccio, i menù dei ristoranti aderenti e la gara gastronomica «Il Riccio d'oro». La sagra si ripete ogni anno a partire dai primi anni Settanta.
Il riccio che ad Alghero si chiama bogamarì
Ad Alghero il riccio di mare ha un nome suo: «bogamarì», così sono chiamati i ricci di mare in catalano, la lingua della città. E la sagra che gli è dedicata, dicono gli organizzatori, «celebra il volto marinaresco della nostra città attraverso un'attività sempre viva: la pesca del riccio di mare».
Quello di Alghero è considerato uno dei migliori perché i fondali sono ricchi di posidonia, un'alga di cui i ricci sono «ghiotti», e la sua polpa va dal colore arancione al rosso più intenso. Attorno a questo animale si è formata una filiera intera, fatta di pescatori professionali, trasformatori e ristoratori.
La canna, il sughero e lo specchio
Sino agli anni Cinquanta del secolo scorso la pesca veniva praticata utilizzando una lunga canna tagliata longitudinalmente, con due tagli a croce in una delle due estremità. Quei tagli aprivano quattro alette, e per tenerle aperte si infilava un pezzo di sughero e si operava una legatura per tenere stretto il tutto: era la pinza con cui staccare il riccio dallo scoglio, sul fondo.
Indispensabile oltre alla canna era lo specchio — «lu miral» — sistemato nel fondo di un contenitore quadrato, che serviva per vedere meglio il fondo e per poter scegliere i ricci medio-grandi scartando quelli piccoli.
Oggi il bogamarì viene pescato tramite immersione con maschere e pinne e una licenza di pesca specifica, e si guarda il tempo: il mare calmo favorisce la ricchezza di polpa all'interno dei ricci.
Una pesca che serviva a passare l'inverno
La pesca dei ricci per i pescatori aveva anche un'importante valenza economica: durante la stagione invernale si aggiungeva a quella tradizionale del pesce e al lavoro nei frantoi, ed era un'attività molto importante perché integrava i magri guadagni invernali.
A partire dagli anni Cinquanta del Novecento i componenti dei ceti più abbienti, nei giorni di festa, acquistavano i ricci dai pescatori e pagavano i ragazzi per aprire e pulire i ricci in acqua di mare per la degustazione del prodotto. È da questa consuetudine che sono nate le sagre — e quella del bogamarì di Alghero si ripete ogni anno a partire dai primi anni Settanta.
La scampagnata in mare
Il bogamarì ha da sempre accompagnato gli algheresi in molti momenti felici, quando «in compagnia di amici e familiari ci si recava nella scogliera preferita per rinnovare l'antica tradizione di una scampagnata in mare».
Non potevano mancare alla festa la focaccia e naturalmente il vino; ciascuno si sistemava al meglio scegliendo lo scoglio meno appuntito o cercando una pietra adatta sulla quale sedersi in riva al mare; e il riccio, aperto con il coltello — i più bravi — o con le forbici, veniva sciacquato nell'acqua marina e immediatamente mangiato.
Che cosa succede in città
Il percorso gastronomico si sviluppa per tutta la città, a partire dal centro storico: le bancarelle vengono allestite al Forte della Maddalena, sul lungomare Barcellona e in una struttura nel porto, e i ristoranti propongono per l'occasione menù speciali. Sono gli stessi pescatori che, con maestria, aprono qualche riccio accompagnato con un pezzo di pane e un bicchiere di vino, possibilmente un buon Cannonau di Sardegna.
Attorno si organizzano le rassegne. «Il Mare in Cucina» propone menù a base di bogamarì nei ristoranti aderenti; «Le tapas del riccio» sono piccole degustazioni in postazioni sparse per la città, «nello spirito delle tapas spagnole», con abbinamenti ad altri prodotti del territorio; «Sapore di Mare» è a cura degli chef dell'Istituto Alberghiero; e «Il Riccio d'oro» è una gara gastronomica a carattere regionale la cui onorificenza spetta anche al personaggio che ha contribuito maggiormente alla promozione del territorio.
In tavola il riccio arriva in molte forme: crostini ai ricci fra gli antipasti; spaghetti, tuffellas — la tipica pasta algherese — linguine e gnocchi di patate ai ricci; e fra i secondi carpacci di pesce o calamari conditi con i ricci. La manifestazione sostiene anche il progetto di rilancio della produzione artigianale basata sul Corallium rubrum: corallo e riccio di mare, «due segni distintivi della città di Alghero».
Quando si tiene
La sagra si svolge i sabati e le domeniche di febbraio e marzo, e la parte più concentrata è un fine settimana all'inizio di febbraio, quando il percorso gastronomico invade tutta la città; la rassegna «Il Mare in Cucina» tiene i menù a base di bogamarì nei ristoranti aderenti per due settimane. I ricci vengono pescati dal mese di novembre sino a marzo, e la pesca è lecita fino a maggio.
La parte che riguarda il futuro dei ricci
La manifestazione vuole ricordare a tutti l'importanza di evitare l'impoverimento eccessivo dei mari, rispettando le leggi che garantiscono un adeguato equilibrio all'ecosistema.
È stato firmato un accordo di filiera fra l'Associazione Pescatori Subacquei Professionali del Nord Sardegna, affiliati a Coldiretti Impresapesca, e la Confcommercio; la Regione Autonoma della Sardegna, sulla base di studi scientifici che hanno evidenziato «un preoccupante calo della risorsa», ha condiviso con i pescatori professionali tempi e modalità di raccolta più restrittivi. I professionisti devono compilare giornalmente il «giornale di pesca» — con zona e modalità di pesca, quantità prelevate, destinazione del pescato, località di sbarco — e trasmetterlo mensilmente al Servizio Pesca dell'Assessorato all'Agricoltura.
Infine il patto con i ristoranti: chi sottoscrive il capitolato d'onore è riconoscibile da una vetrofania fornita dall'Amministrazione Comunale, e vende soltanto ricci prelevati dai pescatori subacquei professionali abilitati. L'obiettivo è dichiarato: combattere la pesca abusiva e il mercato nero della polpa di riccio, che ne stanno mettendo a rischio lo stato di conservazione.
Come arrivare alla festa
Arrivare ad Alghero per la Sagra del riccio di mare chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Alghero, a 3,9 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Olmedo, e il tragitto è di 16 chilometri per 19 minuti di guida.
Da vedere qui intorno
Nello stesso mese, qui intorno, si tengono anche queste.
- Mercatini di Natale ad Alghero — dicembre
- San Michele ad Alghero — settembre
- Sagra delle Ciliegie a Bonnanaro — maggio