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San Martino · Tradizioni

Le tradizioni di San Martino in Emilia-Romagna: riti, piatti e usanze del posto

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In Romagna «fare San Martino» vuol dire traslocare: l'11 novembre scadevano i contratti di mezzadria e le famiglie contadine cambiavano podere e casa, tutte lo stesso giorno. A Santarcangelo, intanto, sotto l'Arco di Clemente XIV si appendono le corna: se le corna oscillano, vuol dire che il partner è infedele.

La pagnotta la fanno le adzore.

Fare San Martino

In Romagna fare San Martino significa traslocare, e ancora oggi l'espressione è sinonimo di trasloco.

L'11 novembre, infatti, scadevano i contratti di mezzadria e terminava l'anno agrario: era la data tradizionale per il trasferimento delle famiglie contadine e per il cambio della famiglia mezzadrile.

In dialetto «Fê San Marten» vuol dire cambiare lavoro e luogo di abitazione, e in senso più ampio traslocare; si dice anche «Par Sân Marten u s' sbagàja» e «Par Sân Marten i mânda via i cuntaden». In Romagna quella festa chiudeva l'antico Capodanno celtico.

I proverbi

Sull'estate di San Martino il detto romagnolo è «L'istê ad San Marten la dura tri dè e un biðinen»: dura tre giorni e un pochino.

Sul vino c'è «Par San Marten u s'imbariêga grend e znen», e riguarda il vino «vecchio» da finire in quei giorni: era tempo di baldoria, perché le botti andavano esaurite e pulite.

Il terzo dice «Per San Marten vôlta e þira, tot i bech i va a la fira», e lega San Martino ai becchi e alla fiera.

La Fira di bech

A Santarcangelo di Romagna, per l'11 novembre, si celebra la Fira di bech, la fiera dei cornuti, detta anche Fiera dei Becchi.

I becchi, nella tradizione popolare romagnola, erano i mariti traditi, e la tradizione è ancora viva oggi.

Le corna sotto l'Arco

Le corna sono il simbolo della festa, e vengono appese sotto l'Arco di Clemente XIV, in piazza Ganganelli.

Sono decorate con cordoni di maglia colorata, e servono a segnalare il tradimento dell'amata o dell'amato: se le corna oscillano, il partner è considerato infedele.

La Fiera si svolge in piazza Ganganelli e in altre postazioni, ed è conosciuta a livello nazionale; fra i banchi non manca il vino novello.

I cantastorie

L'altra caratteristica che ha reso famosa Santarcangelo è la Sagra Nazionale dei Cantastorie, che si svolge ogni anno dal 1982.

È organizzata con l'Associazione Italiana Cantastorie Lorenzo De Antiquis e porta in piazza le voci significative dei menestrelli ancora attivi.

Alla fiera ci sono poi la Cheursa dei Becchi, dedicata ai becchi, e il Palio della Piada, organizzato dalla Pro Loco, che sfida concorrenti di diverse età a fare la piada migliore.

La pagnotta di San Martino

La pagnotta di San Martino — in dialetto pagnota ad San Marten — è un pane cotto al forno, ed è un Prodotto Agroalimentare Tradizionale.

Si fa con farina, uova, lievito di birra, zucchero, olio di oliva, noci, uva sultanina, noce moscata e sale: un dolce contadino legato alla stagionalità.

È tipica di Monte Colombo e Montescudo, nei paesi della provincia di Rimini.

Le adzore e la raccolta delle olive

La pagnotta era preparata dalle famiglie della Parrocchia di Monte Colombo, nella conformazione territoriale precedente al 1934, e la ricetta era tramandata oralmente.

I suoi segreti sono custoditi dalle adzore locali.

Le famiglie contadine di Monte Colombo portavano spesso la sola pagnotta come pasto durante la raccolta delle olive: era un cibo ricco e nutriente, consumato anche nei campi. Il dolce è legato anche all'omonima poesia di Carducci.

Ciccioli in Piasa

A San Martino in Rio si tiene la manifestazione gastronomica Ciccioli in Piasa, nel centro storico.

Valorizza la lavorazione del maiale, e vi partecipano i norcini provenienti da tutta l'Emilia-Romagna.

In piazza arrivano il gnocco fritto, la porchetta, la polenta, il vin brulé e la cioccolata calda.

L'oca e il vino nuovo

Nella tradizione gastronomica emiliano-romagnola di San Martino il piatto forte è l'oca.

L'11 novembre, nel mondo rurale, si festeggia la vinificazione del vino nuovo: si aprono le botti per assaggiare il novello, e la regione segnala feste dedicate al vino novello.

Domande frequenti

Che cosa vuol dire «fare San Martino»

Vuol dire traslocare: l'11 novembre scadevano i contratti di mezzadria e finiva l'anno agrario, quindi era il giorno in cui le famiglie contadine cambiavano podere.

Che cos'è la Fira di bech di Santarcangelo

È la fiera dei cornuti dell'11 novembre: le corna, simbolo della festa, si appendono sotto l'Arco di Clemente XIV in piazza Ganganelli, e se oscillano il partner è considerato infedele.

Che cos'è la pagnotta di San Martino

È il pane dolce con noci, uva sultanina e noce moscata tipico di Monte Colombo e Montescudo, nel Riminese: è un Prodotto Agroalimentare Tradizionale e i suoi segreti sono custoditi dalle adzore.

Che cos'è Ciccioli in Piasa

È la manifestazione di San Martino in Rio dedicata alla lavorazione del maiale, con i norcini di tutta l'Emilia-Romagna, il gnocco fritto, la porchetta e il vin brulé.

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