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Le tradizioni di San Martino in Puglia: riti, piatti e usanze del posto
In Salento l'11 novembre si aprono le botti e si offre il mieru, il vino novello, ad amici e parenti. In tavola non mancano le pittule, e a Martina Franca la fiera del patrono si chiama Fere di Capputtere: nacque dall'incontro fra i commercianti di bestiame e quelli di cappotti.
A San Nicandro il pane si inzuppa nel vino.
Il mieru del Salento
La zona della Puglia in cui l'abitudine di festeggiare San Martino è più diffusa è il Salento, dove la celebrazione è molto sentita.
La festa si basa sulla convivialità: si condivide il cibo tipico e si assaggia il vino novello, chiamato mieru.
Nei tempi antichi i contadini salentini aprivano le botti e offrivano il vino nuovo ad amici e parenti; ancora oggi le famiglie celebrano l'11 novembre, e in molti comuni la festa si fa in strada e all'aperto.
Le pittule
Nella cucina salentina di San Martino le pittule sono immancabili.
Sono le tipiche frittelline pugliesi: palline di pasta lievitata fritte, dorate e croccanti fuori, morbide dentro. A Lecce le pettole si preparano anche a novembre.
In tavola, insieme a loro, arrivano le carni pregiate, la verdura, le noci, le castagne e la frutta di stagione; in alcune località pugliesi la giornata è fatta di caldarroste, vino novello e pettole fritte.
La Fiera di Martina Franca
A Martina Franca la fiera di San Martino è dedicata al patrono della città.
Le sue origini risalgono al 1600, per opera dei duchi Caracciolo: durava otto giorni e fino al 1754 fu l'unica celebrazione del Santo Patrono. È detta antica quanto la Candelora, e si tramanda di anno in anno.
Fere di Capputtere
Il nome dialettale della fiera è Fere di Capputtere, e deriva dall'incontro fra i commercianti di bestiame e quelli di cappotti.
La fiera è chiamata anche Sammartène de le semmìnte, per la benedizione del grano.
Le macellerie e i due patroni
Per la festa le macellerie di Martina Franca preparano il brodo di carne e l'arrosto misto di fegatini, capocollo, bombette, salsiccia e porchetta.
La festa comprende la devozione ai Santi Patroni Martino e Comasia, esposti in Cattedrale.
Il pane di San Nicandro Garganico
A San Nicandro Garganico, l'11 novembre, la tradizione prevedeva il pane pugliese imbevuto di vino, con l'olio e le alici salate.
Quel giorno la chiesetta veniva messa a disposizione della cittadinanza, e il tutto era accompagnato da un bicchiere di vino.
La tradizione fu ripresa nel 2012 dall'amministrazione comunale e dal gruppo folk di Tommaso Russo.
Il trasloco dei casali
In Puglia, a San Martino, era usuale il trasloco di famiglie intere da un casale di campagna verso un altro.
Quel giorno i contadini rinnovavano i contratti di affitto dei fondi, e l'11 novembre coincideva con la fine dell'annata agraria.
Si facevano allora le grandi fiere degli animali e i mercati di generi alimentari e abbigliamento.
San Martino sul Colle
A Palo del Colle si svolge S. Martino sul Colle.
L'evento comprende le tradizioni, le leggende, la musica, i balli popolari e le degustazioni autunnali.
Domande frequenti
Che cos'è il mieru
È il vino novello del Salento: l'11 novembre i contadini aprivano le botti e lo offrivano ad amici e parenti.
Che cosa sono le pittule
Sono le frittelline pugliesi immancabili a San Martino: palline di pasta lievitata fritte, dorate e croccanti fuori e morbide dentro. A Lecce si chiamano pettole.
Perché la fiera di Martina Franca si chiama Fere di Capputtere
Perché il nome dialettale deriva dall'incontro fra i commercianti di bestiame e quelli di cappotti. È chiamata anche Sammartène de le semmìnte, per la benedizione del grano.
Quando è nata la fiera di San Martino di Martina Franca
Nel 1600, per opera dei duchi Caracciolo: durava otto giorni e fino al 1754 fu l'unica celebrazione del Santo Patrono.