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San Martino · Tradizioni

Le tradizioni di San Martino in Sardegna: riti, piatti e usanze del posto

3 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

Nel Sinis, la notte di San Martino, i giovani piazzano di nascosto le canne davanti alle porte per intrappolare chi ha bevuto: all'alba, dopo la festa, le porte si trovano bloccate. A Sanluri, intanto, le fave bollono nei grandi calderoni con l'anice, i pomodori secchi e la cotenna di maiale.

I dolci dell'11 novembre sono i papassinos.

Il patrono dei vendemmiatori

In Sardegna l'11 novembre è la data legata a San Martino e al vino novello.

Il santo è patrono dei vendemmiatori e dei viticoltori, e sull'isola circola il proverbio secondo cui a San Martino il mosto diventa vino.

Alla giornata la tradizione sarda associa il vino novello e i torroncini.

Le fave di Sanluri

A Sanluri la festa è legata a una chiesa dedicata al santo, e l'11 novembre una solenne processione attraversa tutte le principali vie del paese.

L'8 e il 9 novembre sono dedicati alla sagra delle fave, e il piatto tipico della festa sono le fave bollite, cotte in grandi calderoni.

Si cucinano con i semi d'anice, i pomodori secchi, il sale, l'aglio e la cotenna di maiale.

Il pane civraxiu e i falò

A Sanluri non mancano il pane civraxiu e i dolci tipici, e le strade e le piazze si riempiono dei piatti della tradizione locale.

La festa è animata dai concerti nella piazza principale, e in giro per la città si accendono piccoli falò.

La ricorrenza richiama visitatori da tutta la provincia di Cagliari.

I papassinos

Fra i dolci dell'11 novembre, in Sardegna, ci sono i papassinos.

Sono biscottini rustici e croccanti con l'uva passa, a forma di rombo, ricoperti da una glassa bianca.

Le canne del Sinis

A Sinis il giorno di San Martino è l'11 novembre, e c'è un'usanza che riguarda i bevitori.

I giovani pongono furtivamente delle canne per intrappolarli: l'alba dopo la festa trova le porte bloccate dalle canne.

La stessa tradizione esiste a Riola Sardo, dove le canne, posteggiate di nascosto dai giovani, possono bloccare le porte la mattina dopo la festa.

La castagnata in piazza

A Sinis la processione del Santo è seguita dalla Santa Messa, e per la festa si assaggia il vino novello insieme agli altri vini locali.

La sera arrivano i canti, i balli e la castagnata in piazza.

A Riola Sardo la festa dell'11 novembre comprende anch'essa la processione del Santo e la Santa Messa, e richiama il nuovo raccolto.

San Martino e il diavolo

In Sardegna San Martino è legato anche al racconto dell'esercito infernale.

Nella tradizione sarda il santo si scontra contro il diavolo in persona, e il diavolo cita le dodici parole della verità.

Quelle dodici parole venivano recitate durante i temporali: si credeva infatti che fosse il diavolo a scagliarli sulla terra.

Domande frequenti

Che cos'è l'usanza delle canne nel Sinis

I giovani pongono di nascosto delle canne per intrappolare i bevitori: l'alba dopo la festa trova le porte bloccate. La stessa tradizione c'è a Riola Sardo.

Come si cucinano le fave di San Martino a Sanluri

Bollite in grandi calderoni, con semi d'anice, pomodori secchi, sale, aglio e cotenna di maiale. Accanto arrivano il pane civraxiu e i dolci tipici.

Che cosa sono i papassinos

Sono i biscottini rustici e croccanti con l'uva passa, a forma di rombo e ricoperti da una glassa bianca.

Che cosa sono le dodici parole della verità

Sono le parole che nella tradizione sarda il diavolo cita nello scontro con San Martino: venivano recitate durante i temporali, perché si credeva che fosse il diavolo a scagliarli sulla terra.

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