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Le tradizioni di Sant'Antonio Abate in Puglia: riti, piatti e usanze del posto
La Fòcara di Novoli è fatta di almeno novantamila fascine, misura una ventina di metri di diametro e ne può raggiungere venticinque di altezza. Si accende la sera del 16 gennaio, e il lavoro per costruirla comincia nei primi giorni di dicembre.
A Rutigliano, invece, il 17 gennaio non si cucina.
La Fòcara di Novoli
A Novoli si costruisce la focara più grande per i festeggiamenti in onore di Sant'Antonio Abate, e la si accende il 16 gennaio, la vigilia della festa liturgica.
È formata da almeno 90.000 fascine, ha un diametro di circa 20 metri e può raggiungere i 25 metri di altezza.
Il lavoro di preparazione comincia nei primi giorni di dicembre e comprende la potatura e la raccolta dei tralci di vite; l'accensione è accompagnata dai fuochi d'artificio. La festa fa parte del patrimonio culturale immateriale pugliese, e la partecipazione arriva da tutta la regione.
La parola focara
Focara è un dialettalismo salentino e indica un falò di legna da bruciare. A Novoli si parla anche di fanove.
Nel Salento il rito delle focare si svolge la sera della vigilia della festa liturgica, e si accendono enormi falò di ramaglie di ulivo.
Le famiglie vicine all'incrocio restano intorno alla pira ardente.
Lu Ntunieddru
A Novoli la devozione per Sant'Antonio Abate risale al 1664, e il fuoco è il segno della devozione.
Secondo il racconto locale la tradizione del fuoco risale al V secolo, e sarebbero stati i veneziani a suggerire di farne una sola, grande focara.
Il santo è raffigurato con un maialino ai piedi: a Novoli il maialino si chiama lu Ntunieddru, che vuol dire Antonietto. Anche lì gli animali domestici si benedicono per tradizione.
La befana di Sant'Antonio
A Rocchetta Sant'Antonio la festa del patrono dura dal 15 al 17 gennaio, e mette insieme le usanze contadine, i grandi falò e la benedizione degli animali.
Il 15 gennaio è chiamato la befana di Sant'Antonio: quel giorno il sindaco distribuisce i doni ai bambini.
Il treno del 1943
L'usanza risale al 1943, quando la comunità era colpita dalla miseria.
Ci fu un viaggio di circa dieci chilometri fino alla stazione, e il treno merci portò beni e giocattoli: da allora il sindaco distribuisce doni e balocchi.
Il percorso della processione, ancora oggi, è lungo circa dieci chilometri, e alla manifestazione partecipano l'amministrazione, l'associazione, la parrocchia e i giovani del paese.
I falò di trenta metri
A Rocchetta Sant'Antonio i falò si accendono la vigilia, e possono raggiungere i 30 metri di altezza.
Il fuoco arriva con una fiaccolata che parte dalla casa del primo cittadino: sono le fiaccole ad appiccare il fuoco alle fascine nelle strade.
La festa si chiude il 17 gennaio con la benedizione degli animali da compagnia e da cortile e del bestiame.
I fischietti di Rutigliano
A Rutigliano i fidanzati si scambiano i fischietti di Sant'Antonio, fabbricati dagli artigiani locali.
Il fischietto trasmette messaggi d'amore.
Il giorno in cui non si accende il fuoco
A Rutigliano, il 17 gennaio, le fornaci dei terracottai restano spente.
Non si accendono nemmeno i focolari domestici, e non si cucina.
In tavola arrivano allora la frutta secca, i taralli all'olio e gli agrumi; in segno di devozione si servono anche i ceci e i lupini. La festa, in dialetto, è detta «di marange e di castagn du prevt».
Sand'Anduene maskere e suene
A Rutigliano si dice «sand'Anduene maskere e suene».
Nel Salento, del resto, il periodo di Carnevale comincia il 17 gennaio, lo stesso giorno del rito delle focare.
I pentoloni di ceci e fave
A Turi gli animali si benedicono in piazza Marchesale, e sono invitati con i loro padroni.
A Biccari, Grumo Appula, Pietra Montecorvino e Roseto Valfortore si preparano i pentoloni di ceci e fave.
Domande frequenti
Quanto è grande la Fòcara di Novoli
È formata da almeno 90.000 fascine, ha un diametro di circa 20 metri e può raggiungere i 25 metri di altezza: si comincia a costruirla nei primi giorni di dicembre.
Che cos'è la befana di Sant'Antonio di Rocchetta Sant'Antonio
È il 15 gennaio, quando il sindaco distribuisce i doni ai bambini: l'usanza risale al 1943, quando un treno merci portò beni e giocattoli a una comunità colpita dalla miseria.
Perché a Rutigliano il 17 gennaio non si cucina
Perché quel giorno restano spente le fornaci dei terracottai e anche i focolari domestici: si mangiano frutta secca, taralli all'olio, agrumi, ceci e lupini.
Che cosa sono i fischietti di Sant'Antonio
Sono i fischietti fabbricati dagli artigiani di Rutigliano che i fidanzati si scambiano per la festa: trasmettono messaggi d'amore.