Feste ItalianeIl magazine delle feste d'Italia

Home » Sant'Antonio Abate » Tradizioni

Sant'Antonio Abate · Tradizioni

Le tradizioni di Sant'Antonio Abate in Puglia: riti, piatti e usanze del posto

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

La Fòcara di Novoli è fatta di almeno novantamila fascine, misura una ventina di metri di diametro e ne può raggiungere venticinque di altezza. Si accende la sera del 16 gennaio, e il lavoro per costruirla comincia nei primi giorni di dicembre.

A Rutigliano, invece, il 17 gennaio non si cucina.

La Fòcara di Novoli

A Novoli si costruisce la focara più grande per i festeggiamenti in onore di Sant'Antonio Abate, e la si accende il 16 gennaio, la vigilia della festa liturgica.

È formata da almeno 90.000 fascine, ha un diametro di circa 20 metri e può raggiungere i 25 metri di altezza.

Il lavoro di preparazione comincia nei primi giorni di dicembre e comprende la potatura e la raccolta dei tralci di vite; l'accensione è accompagnata dai fuochi d'artificio. La festa fa parte del patrimonio culturale immateriale pugliese, e la partecipazione arriva da tutta la regione.

La parola focara

Focara è un dialettalismo salentino e indica un falò di legna da bruciare. A Novoli si parla anche di fanove.

Nel Salento il rito delle focare si svolge la sera della vigilia della festa liturgica, e si accendono enormi falò di ramaglie di ulivo.

Le famiglie vicine all'incrocio restano intorno alla pira ardente.

Lu Ntunieddru

A Novoli la devozione per Sant'Antonio Abate risale al 1664, e il fuoco è il segno della devozione.

Secondo il racconto locale la tradizione del fuoco risale al V secolo, e sarebbero stati i veneziani a suggerire di farne una sola, grande focara.

Il santo è raffigurato con un maialino ai piedi: a Novoli il maialino si chiama lu Ntunieddru, che vuol dire Antonietto. Anche lì gli animali domestici si benedicono per tradizione.

La befana di Sant'Antonio

A Rocchetta Sant'Antonio la festa del patrono dura dal 15 al 17 gennaio, e mette insieme le usanze contadine, i grandi falò e la benedizione degli animali.

Il 15 gennaio è chiamato la befana di Sant'Antonio: quel giorno il sindaco distribuisce i doni ai bambini.

Il treno del 1943

L'usanza risale al 1943, quando la comunità era colpita dalla miseria.

Ci fu un viaggio di circa dieci chilometri fino alla stazione, e il treno merci portò beni e giocattoli: da allora il sindaco distribuisce doni e balocchi.

Il percorso della processione, ancora oggi, è lungo circa dieci chilometri, e alla manifestazione partecipano l'amministrazione, l'associazione, la parrocchia e i giovani del paese.

I falò di trenta metri

A Rocchetta Sant'Antonio i falò si accendono la vigilia, e possono raggiungere i 30 metri di altezza.

Il fuoco arriva con una fiaccolata che parte dalla casa del primo cittadino: sono le fiaccole ad appiccare il fuoco alle fascine nelle strade.

La festa si chiude il 17 gennaio con la benedizione degli animali da compagnia e da cortile e del bestiame.

I fischietti di Rutigliano

A Rutigliano i fidanzati si scambiano i fischietti di Sant'Antonio, fabbricati dagli artigiani locali.

Il fischietto trasmette messaggi d'amore.

Il giorno in cui non si accende il fuoco

A Rutigliano, il 17 gennaio, le fornaci dei terracottai restano spente.

Non si accendono nemmeno i focolari domestici, e non si cucina.

In tavola arrivano allora la frutta secca, i taralli all'olio e gli agrumi; in segno di devozione si servono anche i ceci e i lupini. La festa, in dialetto, è detta «di marange e di castagn du prevt».

Sand'Anduene maskere e suene

A Rutigliano si dice «sand'Anduene maskere e suene».

Nel Salento, del resto, il periodo di Carnevale comincia il 17 gennaio, lo stesso giorno del rito delle focare.

I pentoloni di ceci e fave

A Turi gli animali si benedicono in piazza Marchesale, e sono invitati con i loro padroni.

A Biccari, Grumo Appula, Pietra Montecorvino e Roseto Valfortore si preparano i pentoloni di ceci e fave.

Domande frequenti

Quanto è grande la Fòcara di Novoli

È formata da almeno 90.000 fascine, ha un diametro di circa 20 metri e può raggiungere i 25 metri di altezza: si comincia a costruirla nei primi giorni di dicembre.

Che cos'è la befana di Sant'Antonio di Rocchetta Sant'Antonio

È il 15 gennaio, quando il sindaco distribuisce i doni ai bambini: l'usanza risale al 1943, quando un treno merci portò beni e giocattoli a una comunità colpita dalla miseria.

Perché a Rutigliano il 17 gennaio non si cucina

Perché quel giorno restano spente le fornaci dei terracottai e anche i focolari domestici: si mangiano frutta secca, taralli all'olio, agrumi, ceci e lupini.

Che cosa sono i fischietti di Sant'Antonio

Sono i fischietti fabbricati dagli artigiani di Rutigliano che i fidanzati si scambiano per la festa: trasmettono messaggi d'amore.

Da leggere