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Le tradizioni del Carnevale in Basilicata: riti, piatti e usanze del posto
In Basilicata il Carnevale comincia con Sant'Antonio Abate e con i campanacci di San Mauro Forte, e finisce il Martedì Grasso. A Tricarico sfilano i tori e le vacche, a Satriano escono dal bosco i Rumita, uomini vestiti da alberi.
Ogni paese ha il suo rito.
I campanacci di San Mauro Forte
Il ciclo carnevalesco lucano si apre con le celebrazioni di Sant'Antonio Abate e con i Suoni dei Campanacci di San Mauro Forte.
I portatori di campanacci percorrono le viuzze del paese fino a notte fonda, e lungo il percorso ci si rifocilla con salsicce, taralli, focacce e vino locale.
I tori e le vacche di Tricarico
A Tricarico le maschere della tradizione sono i tori e le vacche: i tori vestiti di nero con i drappi rossi, le vacche di bianco con i drappi colorati. Il corteo è accompagnato dal massaro.
Il rito è antico: si compiono tre giri attorno alla chiesa di Sant'Antonio Abate e si riceve la benedizione del prete. La funzione è propiziatoria, contro l'inverno e per l'arrivo della primavera.
I Rumita di Satriano
A Satriano di Lucania il Carnevale è quello dei Rumita: uomini vestiti da alberi.
Escono dal bosco la domenica per sfilare in paese, e bussano alle porte con i rami di edera. La festa si chiude con un falò e la musica folk.
Il Carnevalone di Montescaglioso
A Montescaglioso il Martedì Grasso il Carnevalone Tradizionale comincia già all'alba, con una sfilata a suon di campanacci.
Le figure sono quattro: il Carnevalone, la Quaremma, il Carnevalicchio — vestito di bianco, e sta per un nuovo inizio — e U' Fus. I figuranti sono soprattutto giovani montesi, e gli abiti si fanno con carta, cartoni e stoffe usate.
I carri allegorici sono ispirati alla satira e ai fatti sociali del momento: i maestri cartapestai ne disegnano le bozze già in autunno. Il Carnevale Montese occupa la domenica prima del Martedì Grasso e il martedì stesso, e finisce con il funerale di Carnevale e Carnevalicchio.
La frase di Aliano
Ad Aliano, l'ultima domenica di Carnevale, va in scena la frase.
È una messa in scena sarcastica, con riferimenti a fatti e personaggi reali.
A Cirigliano, invece, il Carnevale ruota attorno ai mesi e alle quattro stagioni.
I giovedì di Castelmezzano
A Castelmezzano il Carnevale si conta a giovedì:
- il giovedì del gallo;
- il secondo, detto dei parenti;
- il terzo, il giovedì grasso, con le preparazioni del maiale, le orecchiette, il salame e la rafanata;
- il giovedì dell'Auzara, con l'esposizione del Sacramento in chiesa.
Matera e Lavello
A Matera la parata in maschera attraversa il centro storico la domenica, il lunedì sera ci sono le ronde festose e il Martedì Grasso si tiene il corteo funebre di Nardandenj.
A Lavello si ballano i festini, danze tradizionali che coinvolgono tutto il paese e i comuni vicini. Lì la maschera è il Domino, con la tunica di raso, spesso rossa: ognuno porta una borsa coordinata piena di dolci, che offre a chi accetta di ballare.
La rafanata
Il piatto del Carnevale lucano è la rafanata, in dialetto rafanat o rafanet: una frittata con il rafano, le patate e lo strutto.
Si prepara dalla festa di Sant'Antonio Abate fino al Martedì Grasso, ed è diffusa fra la Val d'Agri e l'alta Collina materana. Il Carnevale delle altre regioni ha altri piatti e altri cortei, con date che cambiano da un posto all'altro.
Il maiale e il resto
Sulle tavole lucane di Carnevale il maiale è il protagonista assoluto, e la festa è una grande abbuffata di specialità locali:
- a Grassano si fa lo gnummriedd, con fegato di maiale, alloro, salsiccia e ceci: si avvolge nella zepp e si arrostisce sui carboni;
- a Potenza, dopo i balli, i canti e gli scherzi, si mangiano la salsiccia e i ferretti conditi con rafano in bianco;
- i frzzul sono pasta avvolta attorno a un giunco, condita con pecorino, rafano, ragù di cotica e carne di maiale.
A Matera, il Martedì Grasso, si preparano i ravioli dolci con ricotta, zucchero, cannella, uova e buccia di limone, conditi con il sugo di maiale e pecorino; a Montescaglioso la variante vuole il sugo con la ventresca.
Domande frequenti
Quando comincia il Carnevale in Basilicata
Con le celebrazioni di Sant'Antonio Abate e con i Suoni dei Campanacci di San Mauro Forte: finisce il Martedì Grasso.
Chi sono i Rumita di Satriano
Sono gli uomini vestiti da alberi che escono dal bosco la domenica di Carnevale e bussano alle porte con i rami di edera.
Che cosa sono i tori e le vacche di Tricarico
Sono le maschere tradizionali del paese: i tori in nero con drappi rossi, le vacche in bianco con drappi colorati. Fanno tre giri attorno alla chiesa di Sant'Antonio Abate.
Che cos'è la rafanata
È il piatto lucano di Carnevale: una frittata con rafano, patate e strutto, che si prepara da Sant'Antonio Abate fino al Martedì Grasso.