Carnevale di Aliano 2027 - Maschere arcaiche cornute e rito dei campanacci
Ricorrenza a data mobile, calcolata sulla Pasqua.
Il Carnevale di Aliano, in provincia di Matera, si tiene la domenica di carnevale e il martedì grasso. Le maschere cornute, costruite in argilla e cartapesta con lunghi nasi pendenti e una penna di gallo sul cappello, sfilano lungo Via Roma al ritmo dei campanacci e colpiscono i presenti con il ciuccigno, un manganello flessibile ricavato da pelli di pecora rinsecchite e arrotolate. Carlo Levi le vide durante il confino nel paese e le raccontò in «Cristo si è fermato a Eboli»: «Venivano a grandi salti, e urlavano come animali inferociti, esaltandosi delle loro stesse grida. Erano le maschere contadine.»
Le maschere contadine di «Cristo si è fermato a Eboli»
Ad Aliano, borgo della provincia di Matera immerso nello scenario dei calanchi, il Carnevale ha per protagoniste le maschere cornute, e chi le ha raccontate per primo a un pubblico lontano fu Carlo Levi, durante il suo confino politico nel paese. In «Cristo si è fermato a Eboli» scrive: «Venivano a grandi salti, e urlavano come animali inferociti, esaltandosi delle loro stesse grida. Erano le maschere contadine.» E aggiunge il particolare che spiega tutto il resto: «Portavano in mano delle pelli di pecora secche arrotolate come bastoni, e le bandivano minacciosi, e battevano con esse sulla schiena e sul capo tutti quelli che non si scansavano in tempo.» In un altro passaggio ricorda di aver visto sbucare dal fondo tre fantasmi vestiti di bianco.
È uno dei carnevali più antichi e originali della Basilicata, e con le altre feste regionali condivide la chiara origine contadina: si lega al mondo rurale, alla cultura contadina e pastorale della zona. L'origine del rito si perde nella notte dei tempi. Quelle maschere sono uniche: non è possibile trovarne altrove di simili, e testimoniano una tradizione che ad Aliano si è conservata immutata nel tempo.
Argilla, cartapesta e penne di gallo
Le maschere sono lavorate dagli artigiani locali, e ognuna è un pezzo unico, costruito in segreto e per tempo. Sono grandi e pesanti, fatte di argilla e cartapesta, poi dipinte: dalla parte frontale spuntano corna assai pronunciate e lunghi nasi pendenti, e il volto che ne esce è quello di una creatura demoniaca, spettrale, grottesca e goffa.
A smorzare quell'espressione sinistra ci pensano i cappelli. Sono enormi e coloratissimi, in cima hanno un foro decorato con una penna di gallo, e tutt'intorno filamenti e nastri di carta colorata scendono a mo' di riccioli; sopra la maschera, le penne di gallo sono sistemate come capelli.
Il resto del costume viene dalla stalla. I figuranti indossano i classici mutandoni invernali, «i cauzenitt», e si cingono trasversalmente con un nastro di cuoio da cui pendono numerosi campanelli di bronzo e finimenti di muli e cavalli; una fascia di crine di cavallo circonda la vita, e alle fasce di cuoio sono appesi campanelli e attrezzi. I figuranti badano bene a celare la propria identità, proprio come nei lontani tempi in cui — per un giorno almeno — i contadini potevano farsi beffe dei signori senza essere riconosciuti: le maschere si usavano nel periodo del Carnevale per fare tutto ciò che durante il resto dell'anno i freni inibitori non rendevano possibile.
Il ciuccigno, e le corna che allontanano il male
L'oggetto che i figuranti portano in mano è il ciuccigno, una sorta di bastone molle, un manganello flessibile ricavato da pelli di pecora rinsecchite e arrotolate, con cui colpiscono sulla schiena chi intralcia il corteo. In passato, come descritto da Levi, serviva a colpire le persone del borgo, e anche quel gesto ha un significato simbolico: è associato a un antico rito di purificazione e fertilità.
Il carnevale di Aliano è detto apotropaico, cioè di esorcismo verso il male. Anticamente la funzione delle maschere mirava a esorcizzare, attraverso forme di raduno collettivo, gli stenti e la miseria patiti dalla comunità; e quelle figure terribili servono anche a esorcizzare l'inverno, spaventarlo e allontanarlo. Le corna, simbolo di forza e potere in molte tradizioni, assumono lo stesso significato apotropaico — un mezzo per allontanare le influenze negative o gli spiriti maligni — e insieme esprimono la forza naturale che deve essere risvegliata. Le maschere cornute rappresentano la lotta tra il bene e il male, la fertilità e la rinascita.
I manufatti sono legati alla mitologia greca e in particolare alla simbologia del dio Pan. E quando sfilano tutte insieme somigliano a una mandria in movimento, con un evidente riferimento alla transumanza e un richiamo alla cultura agro-pastorale del luogo.
Via Roma, i campanacci e il Fosso del Bersagliere
La sfilata non nasce in piazza. Il clou del Carnevale delle Maschere Cornute è la sfilata lungo Via Roma, il corso principale, dopo una lunga preparazione che avviene nelle case private, nel santuario Madonna della Stella e in luoghi scelti di volta in volta. Ad aprire il corteo è il rito dei Campanacci; poi sfilano le maschere e i carri allegorici che percorrono le vie del paese, mentre i figuranti danzano al ritmo dei campanacci che portano con loro, accompagnati dal suono dei tamburi, delle fisarmoniche e della cupa cupa. Con loro sfilano le donne in costume tradizionale e i bambini travestiti da briganti. Ad Aliano il carnevale ha queste facce; il giro dei carnevali storici prosegue altrove.
Il corteo è festante e rumoroso, e discende lungo il corso principale fino a riunirsi in Piazza Garibaldi, all'ingresso del paese e di fronte al Fosso del Bersagliere, dove secondo la tradizione i briganti del luogo gettarono un bersagliere piemontese che si era innamorato di una donna già promessa sposa. Le compagnie arrivate dai comuni vicini offrono vino locale, versato ai visitatori da fiaschi di paglia.
A invitare il paese e i visitatori sono il Comune di Aliano, la Pro Loco e il Parco Letterario Carlo Levi, e il percorso segue la strada dei calanchi.
Il calendario tiene insieme più giornate. Il carnevale delle maschere cornute si tiene di solito la domenica di carnevale e il martedì grasso, ed è quest'ultimo a chiuderlo. Prima ci sono i laboratori di costruzione delle maschere cornute, curati da Giuseppe Balzano, e la preparazione del cibo tradizionale; poi la prima sfilata, che parte da piazza Gonzaga e termina con balli e canti nella piazza del Comune; infine la vestizione collettiva delle maschere e la grande sfilata del Carnevale Storico. Ci sono anche laboratori di musica popolare e ritmi rituali, gruppi folk, organetti, degustazioni e racconti sui riti apotropaici, e un laboratorio di costruzione di maschere cornute aperto a tutte le età.
La Fras, i frzzue e il rogo che apre la Quaresima
Nella piazza del paese, l'ultima domenica di Carnevale, capita che si tenga la «fras», una commedia improvvisata in forma dialettale su fatti e personaggi della realtà locale, spontanea e sarcastica, di cui sono protagoniste le stravaganti maschere cornute. Anche di questa scrive Levi.
E poi si mangia. È il periodo dei frzzue, che si preparano con un filo di giunco attorno al quale si avvolge la pasta, che poi viene sfilata. La tradizione vuole che il piatto si prepari dalla domenica successiva a quella di Sant'Antonio Abate, che ricorre il 17 gennaio, e che la preparazione si prolunghi fino al «Petrusello», che coincide con l'ultimo giorno del carnevale ambrosiano. I frzzue si cospargono di formaggio pecorino e rafano, pianta invernale, e si condiscono con ragù di cotica e carne di maiale. Al Petrosello è dedicata una festa, con la rottura delle pignatte.
Tutto finisce con un fuoco. La cerimonia di chiusura prevede il rogo simbolico di una maschera, a simboleggiare la fine del Carnevale e l'inizio della Quaresima, e la festa si chiude con musica dal vivo e danze popolari fino a tarda notte. È, come è stato detto, «un rito collettivo che unisce generazioni di grandi e piccini garantendo forza alla tradizione popolare».
Come arrivare alla festa
Il Carnevale ad Aliano si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Pisticci, a 44 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce allo svincolo di Missanello, e il tragitto è di 9,6 chilometri per 11 minuti di guida.
Altre feste in zona
Altri appuntamenti in provincia di Matera.
- San Luigi Gonzaga ad Aliano — giugno
- Falò di San Giuseppe a Matera — marzo
- Falò di Sant'Antonio a Tricarico — gennaio