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Epifania · Tradizioni

Le tradizioni dell'Epifania in Piemonte: riti, piatti e usanze del posto

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In Piemonte il dolce dell'Epifania è la fugassa d'la Befana, una focaccia a forma di margherita con dentro due fave, una bianca e una nera. A Premosello Chiovenda, la sera del 5 gennaio, si bruciano su un falò i due fantocci della Carcavegia.

Chi trova la fava bianca paga la focaccia, chi trova la nera paga il vino.

La Carcavegia

A Premosello Chiovenda, nel Verbano Cusio Ossola, la Befana si festeggia nei tre giorni che precedono l'Epifania, dal 3 al 5 gennaio, con il rito della Carcavegia.

I ragazzi del paese portano in giro due grandi fantocci di paglia e legno — il vecc e la vegia —, accompagnati dal suono incessante dei campanacci e del corno. I fantocci stanno per l'anno vecchio, e a Premosello e a Colloro portano scritti i nomi e l'anno di nascita delle persone più anziane del paese.

La sera del 5 gennaio vengono condannati al rogo, su un grande falò acceso sul greto del Riale. Bruciarli è un augurio di lunga vita per gli anziani nominati, e di buon raccolto per il paese.

La fugassa d'la Befana

La Fugassa d'la Befana è la focaccia dolce del Cuneese, diffusa in tutta la regione, ed è un prodotto agroalimentare tradizionale della Regione Piemonte.

Si fa con farina, zucchero, lievito di birra, latte, uova, burro, canditi e uvetta, e si spiana in forma tondeggiante di trenta o quaranta centimetri, cosparsa di zucchero semolato abbondante: la forma ricorda un sole o una margherita. Un tempo si preparava in casa nelle occasioni di festa e si dolcificava con il miele al posto dello zucchero; adesso si trova soprattutto in pasticceria.

Le due fave e il piccolo re

Dentro la fugassa si nascondono due fave, una bianca e una nera, e ciascuna ha la sua conseguenza.

In alcune zone la fava bianca è sostituita da un piccolo re, e chi lo trova diventa il re della giornata: un'usanza vicina alla galette des rois francese.

I falò

I falò dell'Epifania si accendono in tutto il Piemonte come auguri di buon auspicio: sono la forza del nuovo che brucia via il vecchio.

A San Cristoforo la Befana arriva il 5 gennaio e il falò si accende alle nove di sera nel piazzale comunale del castello.

Il 6 gennaio a Torino

A Torino la Befana arriva su un tram storico, e per le vie compaiono le maschere Gianduja e Giacometta della Famija Turinèisa. Al Caffè Al Bicerin, per l'occasione, è stato offerto un gianduiotto gigante da cinque chili.

Nelle calze piemontesi, accanto ai dolci, finiscono nocciole e biscotti fatti in casa.

Il 6 gennaio, in Piemonte, chiude le festività natalizie e apre il periodo carnevalesco: a Ivrea è il giorno in cui comincia lo storico carnevale, fra pifferi e tamburi, e il generale designato riceve l'investitura — la feluca e la sciabola dal generale uscente — davanti al palazzo municipale.

Le feste dei paesi

Domande frequenti

Che cos'è la Carcavegia

È il rito di Premosello Chiovenda: dal 3 al 5 gennaio i ragazzi portano in giro due fantocci di paglia, il vecc e la vegia, che la sera del 5 vengono bruciati su un falò.

Che cos'è la fugassa d'la Befana

È la focaccia dolce dell'Epifania piemontese, a forma di margherita, con farina, zucchero, latte, uova, burro, canditi e uvetta. È un prodotto agroalimentare tradizionale della Regione.

Cosa succede a chi trova la fava nella fugassa

Chi trova la fava bianca paga la focaccia ed è di buon auspicio; chi trova la fava nera paga il vino. In alcune zone al posto della fava bianca c'è un piccolo re, e chi lo trova è re per un giorno.

Perché a Ivrea il carnevale comincia il 6 gennaio

Perché in Piemonte l'Epifania chiude le festività natalizie e apre il periodo carnevalesco: a Ivrea, quel giorno, il generale designato riceve l'investitura.

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