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Epifania · Tradizioni

Le tradizioni dell'Epifania in Umbria: riti, piatti e usanze del posto

4 min di lettura · Scritto da: Rodolfo de Carvalho

In Umbria il 6 gennaio si mangia la torta di Pasqua, perché l'Epifania è considerata la prima Pasqua dell'anno. La calza si appende fuori dalla finestra o vicino al camino, e ai meno virtuosi la Befana lascia cipolle e aglio.

Nella stessa notte si canta la Pasquella.

La calza e i castighi

L'usanza di appendere la calza fuori dalle finestre o vicino al camino richiama una tradizione medievale. La notte del 5 gennaio la Befana la riempie, e quello che ci mette dentro dice tutto.

Il nome Befana viene da Epifania, dal tardo latino epiphania. Sulla sua origine ci sono due letture: una la collega a riti pagani fra il X e il VI secolo avanti Cristo, l'altra a un'antica festa romana invernale.

La torta di Pasqua

Sulle tavole umbre, e soprattutto su quelle perugine, il 6 gennaio non può mancare la torta di Pasqua: l'Epifania è la prima Pasqua dell'anno, il giorno in cui si ricorda il manifestarsi del Dio bambino.

Nel sud della regione si chiama pizza, a Gubbio crescia. È soffice, resa più gustosa dal formaggio, e si serve farcita o accompagnata dai salumi. Anticamente si preparava solo nel periodo pasquale o il giorno della Befana.

Fra gli altri piatti del giorno ci sono gli strangozzi al tartufo e la torta al testo; fra i dolci, il torciglione.

La Pasquella

La Pasquella è il canto di questua che si intona nella notte fra il 5 e il 6 gennaio, diffuso anche in Umbria.

I cantori erano contadini con gli strumenti musicali, che intonavano stornelli in dialetto per augurare salute, e chiedevano in cambio vino e uova.

La Befana di Perugia

A Perugia l'Epifania mette insieme tradizione, svago e solidarietà, e il programma si presenta al Palazzo dei Priori.

La MotoBefana, arrivata alla ventinovesima edizione, attraversa la città con i motociclisti travestiti che portano i doni ai bambini e si ferma in piazza IV Novembre. La Befana del Vigile, alla venticinquesima, è accompagnata da auto e moto d'epoca.

Poi c'è la Befana in Centro, organizzata dai Vigili del fuoco: la vecchietta si cala dal campanile della Cattedrale di San Lorenzo e vola per settantacinque metri sopra gli spettatori, fino a piazza IV Novembre e alla Fontana Maggiore. La giornata si chiude con la distribuzione delle calze. In città si tiene anche la Fiera della Befana.

I voli

Il 6 gennaio, in Umbria, la Befana scende dai campanili di mezza regione.

Altre feste si tengono a Todi in Piazza del Popolo, a Spoleto in Piazza Garibaldi, a Città di Castello in Piazza Gabriotti, a Gualdo Tadino in Piazza Martiri della Libertà e a Magione in piazza Matteotti. A Gualdo Cattaneo si tiene il concorso Cento befane in Rocca: per partecipare bisogna essere muniti di scopa. A Castelnuovo si gioca la tombolata della Befana.

I presepi viventi chiudono il calendario: a Petrignano la sfilata è alle 16.30, a San Gregorio il corteo finale dei Re Magi va dalle cinque alle sette e mezza di sera, e a Bettona la messa in scena prosegue anche il 7 e l'8 gennaio.

I roghi

L'ultimo gesto è il rogo della Befana, antico rituale di chiusura delle festività: si celebra a Città di Castello, al CVA di Trestina, e a Sant'Eraclio di Foligno. A Stifone la Befana arriva alle cinque del pomeriggio e alle sei si accende un falò per salutare l'anno passato.

Domande frequenti

Perché in Umbria il 6 gennaio si mangia la torta di Pasqua

Perché l'Epifania è considerata la prima Pasqua dell'anno. La torta si chiama pizza nel sud della regione e crescia a Gubbio, e si serve con i salumi.

Cosa lascia la Befana ai bambini cattivi in Umbria

Cipolle, aglio, un uovo, castagne o una pannocchia, carbone e fascine di rametti e pigne secche.

Che cos'è la MotoBefana di Perugia

È il corteo dei motociclisti travestiti da Befana che attraversa Perugia portando i doni ai bambini e si ferma in piazza IV Novembre.

Che cos'è il rogo della Befana

È l'antico rituale con cui si chiudono le festività: il fantoccio della Befana viene bruciato, come a Città di Castello e a Sant'Eraclio di Foligno.

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