Festa di San Giorgio a San Giorgio a Cremano 2027 - Le due statue portate dove la lava si fermò
Fonte: radiocorriere.net, letta il 21/09/2026.
A San Giorgio a Cremano, in provincia di Napoli, la festa del patrono si chiama Festa della Lava: le statue di San Giorgio e dell'Immacolata vengono portate a spalla fin dove la colata del Vesuvio si arrestò, a mantenere una promessa fatta nel 1855. La data della processione viene stabilita ogni anno dal Comune e dalle parrocchie e si colloca fra la fine di aprile e la seconda metà di maggio; la ricorrenza liturgica di San Giorgio Martire resta fissata al 23 aprile.
Una cappella a Capitiniano, e un santo scelto apposta
Il nome della città «fa riferimento alla forte venerazione per San Giorgio che secondo la tradizione salvò, alla fine del X secolo, gli abitanti dall'eruzione del Vesuvio». È un nome attestato fin dalle origini, mai modificato — se non nella parlata popolare, che diceva Santo Iorio — e intorno al 993 fu edificata nella zona detta Capitiniano una piccola cappella votiva consacrata a San Giorgio.
I sangiorgesi «scelsero un santo che avesse fama di combattente, di taumaturgo, che aiutasse contro le insidie dei nemici e di eventi naturali», e San Giorgio già a Napoli era conosciuto presso i poveri e i contadini. Su quanto risalga indietro il culto c'è però anche un'ipotesi più antica: Giuseppe Improta ha proposto che risalga all'epoca longobarda, e che insieme a San Martino — cui è dedicata una cappella — sia testimonianza della presenza di santi di origine gallica nel territorio.
La statua di un santo veniva portata in processione per fecondare il terreno, per allontanare la siccità o le alluvioni, per difendere il territorio da pericoli mortali come guerre e pestilenze. La tradizione vuole che già nel X secolo si facesse una processione portando una statua di legno, messa su una base fornita di due stanghe, ornata con fiori e ceri accesi e trasportata a spalle, lungo un tragitto che «non era ben delineato, ma veniva modificato a seconda delle richieste e delle necessità dei devoti». Dal 1570, data di costruzione della chiesa di Santa Maria del Principio, la processione partiva da quella chiesa, attraversava le strade comode e raggiungeva sia la parte bassa sia quella alta del paese, e prevedeva già fuochi d'artificio, musiche, canti, danze popolari, gare di ogni genere e bancarelle con dolciumi e giocattoli.
Il voto del 1855, e la prima volta dell'Immacolata
Durante l'eruzione del 1º e 6 maggio 1855, al tempo del parroco don Domenico Baldari, la lava si fermò ai confini di San Giorgio a Cremano nei giorni 12 o 13 maggio. I fedeli, raccolti in preghiera in parrocchia, invocarono San Giorgio e l'Immacolata promettendo che, se la lava si fosse fermata prima di invadere la città, avrebbero portato le due statue nel punto in cui si era arrestata.
La promessa fu mantenuta la domenica successiva. Il 20 maggio 1855, dalla parrocchia di Santa Maria del Principio, partì la processione con la presenza del cardinale di Napoli Sisto Riario Sforza, seguita dalla Congrega dell'Immacolata e da San Raffaele. In quell'occasione, per la prima volta, venne portata anche la statua dell'Immacolata. Il corteo raggiunse il luogo dell'arresto della colata, in territorio di Resina — oggi Ercolano — al confine con San Sebastiano al Vesuvio.
Dopo quell'evento fu istituita la «festa del patrocinio di san Giorgio», da celebrarsi nella domenica dopo il 12 maggio di ogni anno, e lo stesso avvenne per le eruzioni successive, quelle del 1868 e del 1872.
Tre processioni, e poi una sola
Nell'Ottocento, con don Domenico de Somma, ce n'erano due: l'ultima domenica di aprile, accompagnata dalla musica e da un distaccamento di cavalleria e alle volte di fanteria, con sosta alla chiesa di San Giorgio Vecchio per una settimana intera, e poi la prima domenica di maggio il rientro in parrocchia. Di quegli anni è anche il carro con i ragazzi vestiti da angioletti che cantavano le lodi al santo, trainato da quattro cavalli, che girava la domenica prima del 23 aprile per distribuire i premi — gli ex voto — agli abitanti dei paesi confinanti, e il 23 aprile per i sangiorgesi.
Alla fine dell'Ottocento, con il parroco don Francesco Pannico, le processioni diventarono tre, «tutte nel mese di maggio perché c'erano più villeggianti»; nel 1899 se ne aggiunse una alla quarta domenica di maggio, per solennizzare la festa del patrocinio, e nel 1903 quella si trasformò nella processione della lava che conosciamo oggi. In quegli stessi anni il corteo si allungò: probabilmente già dal 1895 si accompagnava con una ventina di statue di santi diversi, a imitazione della processione di San Gennaro a Napoli, che ne porta circa cinquanta; l'uso fu ufficializzato nel 1903, in occasione del XVI centenario del martirio di San Giorgio, e durò fino al 1953. L'ordine era preciso: banda musicale, congrega di San Raffaele con stendardo e pannetto, un'altra banda, le statue degli altri santi con San Michele in testa e per ultima San Giuseppe, il parroco e i sacerdoti, e subito dopo San Giorgio.
Nel marzo del 1944, col parroco don Giorgio Tarallo, ci fu una nuova eruzione: il 22 marzo le due statue furono portate dove la lava si fermò, nella zona di via Amendola, e da allora si tornava lì ogni dieci anni. Nel 1972, col parroco don Pasquale Ascione, rimase soltanto la processione della quarta domenica di maggio, detta della lava, che oggi si ferma nella zona di contrada Patacca.
Il percorso che arriva a Ercolano
Il corteo raggiungeva il punto dove si fermò la colata del 1872, dove nel 1952 fu affissa una lapide commemorativa; poi si decise di farlo terminare alla parrocchia di Santa Maria Consolatrice degli Afflitti, in Ercolano, dove nello slargo antistante fu collocata una copia dell'antica lapide — l'originale, rimosso dal luogo, è conservato in parrocchia. Il cambio è avvenuto il 20 maggio 1990, «per una curiosa coincidenza lo stesso giorno nel quale vennero portate in processione per la prima volta, nel 1855, le due statue».
Il tragitto attraversa tre comuni. Da San Giorgio a Cremano il corteo passa per piazza Cautela, via De Gasperi, piazza Tanucci, via De Lauzieres, piazza Troisi, via Don Morosini, via Gianturco e via San Giorgio Vecchio, con sosta alla Chiesa del Cimitero; raggiunge Ercolano per piazza Nenni, via Patacca e via Monaco Aiello; arriva a San Sebastiano al Vesuvio, dove è prevista la sosta al Santuario di San Sebastiano. Al ritorno rientra da via Togliatti e via Pittore, si ferma a piazza Massimo Troisi, e i simulacri rientrano nelle chiese di Santa Maria del Principio e di San Giorgio Martire.
I portancuolli, le coperte ai balconi
A portare i due simulacri sono i portancuolli. Il Comitato Cittadino Festa della Lava chiede che dai balconi affacciati sulle strade del corteo vengano esposte coperte, come omaggio al Santo.
Durante la processione le statue ballano al ritmo della musica suonata dalla banda, giunta fin da Sorrento, e poi «note, coriandoli, festoni, petali di rose, pianti liberatori, fuochi d'artificio, tutto in misura spropositata, una calca di gente che cerca di raggiungere le effigi dei Santi per un semplice saluto». Il confine fra sacro e profano resta «estremamente labile». Durante il rito ci si allarma per la caduta della corona dal capo della Madonna, pensando subito a un imminente presagio di sventura.
Fino alla metà del Settecento si portava l'antica statua del Santo a cavallo, che oggi si conserva nella chiesa di San Giorgio Vecchio; poi la chiesa di Santa Maria del Principio ricevette in dono da Emmanuela Caracciolo Pignatelli, duchessa di Montecalvo, una nuova statua di San Giorgio a mezzo busto, ed è quella che si venera oggi. Si ricoprì d'argento a poco a poco, ma dopo i ripetuti furti non fu più rivestita dell'armatura. La Confraternita dell'Immacolata, che accompagna il rito, ha la sua sede in una struttura edificata nel 1743, circa cinquant'anni dopo la fondazione giuridica, con un governo dal mandato triennale rieleggibile.
Come arrivare alla festa
Raggiungere la Festa di San Giorgio a San Giorgio a Cremano è facilissimo. Chi viaggia su rotaia trova la stazione ferroviaria di Pietrarsa-San Giorgio a Cremano a un passo dal centro, 1,7 chilometri dai luoghi della manifestazione. In automobile si esce allo svincolo di San Giorgio a Cremano centro, e da lì restano un chilometro e 2 minuti.
Nello stesso periodo, poco lontano
Chi passa di qui a aprile trova anche questi appuntamenti.
- Processione del Cristo Morto a Vico Equense — aprile
- Madonna del Rosario a Pompei — maggio
- San Conone di Iconico ad Acerra — maggio