Sant'Ottone Frangipane ad Ariano Irpino e la distribuzione del pane benedetto 2027
Sant'Ottone Frangipane è il patrono di Ariano Irpino, comune della Provincia di Avellino, in Campania, e si festeggia il 23 marzo di ogni anno: è la giornata in cui la città sospende le attività ordinarie e scuole e uffici pubblici restano chiusi. Il segno più riconoscibile della festa è la distribuzione del pane benedetto, che volontari e associazioni portano nei rioni della città dopo la benedizione. Il ricavato non resta alla festa, ma viene interamente devoluto a opere di carità sul territorio.
Il pane che gira per la città
Il segno più riconoscibile della festa è la distribuzione del pane benedetto. Dopo la benedizione, volontari e associazioni percorrono i rioni della città per offrire il pane agli arianesi: un gesto di condivisione che richiama l'ospitalità del santo verso i pellegrini e i poveri.
Quel pane non è gratuito e non è nemmeno un guadagno: il ricavato non resta alla festa, ma viene interamente devoluto a opere di carità sul territorio, dalla Caritas diocesana ai progetti di accoglienza e di assistenza alle persone più fragili.
La destinazione è dichiarata di volta in volta: in un'edizione, con il ricavato derivante dalla distribuzione del pane benedetto si è deciso di sostenere l'Associazione Onlus Michele De Gruttola per la realizzazione di un pozzo d'acqua nel villaggio di Yakubarou, nella savana della diocesi di Kandi al nord del Benin: la realizzazione di questo pozzo, in una zona caratterizzata da grave carenza idrica, riuscirà a fornire acqua potabile anche ad altri dieci villaggi circostanti, per circa 7.000 abitanti. Il restante 30%, sempre derivante dalla distribuzione del pane benedetto, verrà devoluto per sostenere le opere delle Suore dello Spirito Santo nella Pia casa di Ariano Irpino, che da sempre operano in maniera silente e costante nella comunità.
Il giorno in cui la città chiude
Il 23 marzo di ogni anno Ariano Irpino, comune della Provincia di Avellino, in Campania, si raccoglie attorno al suo patrono Sant'Ottone Frangipane. Non è soltanto una ricorrenza religiosa: è la giornata in cui la città sospende le attività ordinarie — scuole e uffici pubblici restano chiusi — per partecipare a un rito che intreccia devozione, memoria storica e solidarietà concreta.
Il martirologio romano fissa la memoria liturgica il 23 marzo, e la formula è asciutta: «Ad Ariano Irpino in Campania, sant'Ottone, eremita.» Ad Ariano il santo è festeggiato due volte l'anno: il 23 marzo e nell'ottava dell'Assunta.
Un cavaliere romano finito eremita
Nato a Roma intorno al 1040 dalla nobile famiglia dei Frangipane, Ottone visse una giovinezza avventurosa, partecipando a spedizioni militari e subendo anche la prigionia. A diciotto anni circa fu imprigionato per aver partecipato a un'azione a difesa del Papa. Verso il 1058-1060 Sant'Ottone dovette partire, come i coetanei del suo rango, in qualche spedizione militare, forse a favore del papa, e in una di queste fu catturato dagli avversari e imprigionato.
Secondo la tradizione fu liberato dalla prigione per intervento divino, per intercessione di San Leonardo di Limoges, tornò a Roma. Da lì si mise in pellegrinaggio a visitare devotamente vari santuari cristiani per varie regioni del mondo. I pellegrinaggi durarono quasi cinquant'anni.
Si è pensato che durante questi anni Ottone abbia vestito i panni dell'Ordine benedettino, che abbia vissuto per un certo tempo nell'Abbazia della Santissima Trinità di Cava dei Tirreni e che abbia visitato San Guglielmo da Vercelli a Montevergine.
Tre anni all'ospizio dei pellegrini
Dopo lungo pellegrinare, il santo giunse ad Ariano Irpino verso il 1117. Qui Ottone per tre anni gestì un ospizio per pellegrini, che egli stesso aveva fondato, dando esempi di carità. Di quell'ospizio si conosce anche il nome: Ottone si dedicò alla loro assistenza e fondò per ospitarli l'ospedale di san Giacomo; di quell'edificio, però, si ignorano le caratteristiche strutturali e dimensionali, non si conosce l'esatta ubicazione né si conservano vestigia di sorta.
Ottone, pellegrino verso i santuari eretti in onore dell'Arcangelo e verso la Terra Santa, giunse ad Ariano attraverso quegli antichi tracciati che la attraversavano e che riuscivano a incanalare pellegrini da ogni dove, e vi arrivò al tempo del conte Giordano Drengot (1102-1127).
Una fossa scavata nella cella
Nel 1120 abbracciò la vita da eremita nelle vicinanze della Chiesa di San Pietro fuori le mura, poi ribattezzata «San Pietro in Reclusis», in una celletta costruita contigua alla chiesa, a 760 passi dalle mura della città. Nel suo romitaggio il santo aumentò l'austerità, prolungò le sue vigilie di preghiere, diminuì il cibo e aumentò le penitenze.
Nella piccola cella scavò una fossa a mo' di sepolcro per ricordare a sé stesso la morte, come monito a vivere santamente.
«Quivi … si applicò a rappezzar scarpe de' Pellegrini, e fare altre opere umilianti, ad unico oggetto di poter sovvenire i poveri con quel poco che dalle sue fatiche ritraeva; non tralasciando però di mortificare il suo corpo con aspre penitenze» (Vitale).
Portato in cattedrale su un carro
Nel 1127, il 23 marzo, dopo sette anni di eremitaggio e dieci anni trascorsi ad Ariano, Sant'Ottone morì, a poco più di ottant'anni. Appena gli arianesi appresero della morte del santo, essi si recarono commossi alla sua cella. Deposto il corpo del santo su un carro, gli arianesi lo portarono in processione in cattedrale, ove il vescovo di Ariano lo fece deporre in un posto d'onore.
Il culto cominciò subito: «Ben tosto, anzi immediatamente dopo la morte, si cominciò a venerare Ottone con culto religioso nella Diocesi di Ariano» (D'Agostino), e «gli arianesi, ricordandone la vita fervorosa e penitente ed i prodigi tra essi operati, lo venerarono qual santo, lo elessero a loro celeste Patrono e gli apprestarono nel Duomo magnifica sepoltura in questo luogo ora della sua cappella, dove il suo corpo, onorato con lampade e ceri, con fiori e preci …» (Pisapia).
Gli arianesi, per commemorare tale avvenimento, edificarono la chiesa di Santa Maria della Ferma, attorno alla quale fu poi realizzato, nel 1867, il cimitero cittadino.
Le reliquie andate a Benevento e tornate nel 1452
Gli arianesi, per mettere al sicuro il corpo del santo dalle incursioni saracene, lo traslarono a Benevento: questo dovette accadere nel 1220 sotto Federico II, quando i saraceni costituivano una minaccia in Puglia e nelle nostre zone.
Il re di Napoli Alfonso d'Aragona, sollecitato dal vescovo di Ariano Orso De Leone, per qualche tempo suo Cappellano Maggiore, scrisse il 12 maggio 1452 al cardinale Cerdano affinché la chiesa beneventana provvedesse alla restituzione delle sacre reliquie. Queste ultime ritornarono con solenne processione in città nello stesso anno e furono traslate nella cappella a lui dedicata.
Pietre dal cielo, e il voto del 1528
Tra i prodigi operati dal santo dopo la morte, la tradizione tramanda quello avvenuto tra gli anni 1175-1190, quando con una gragnuola di pietre caduta dal cielo per intercessione di Sant'Ottone, apparso tra le nuvole, i saraceni furono respinti dall'assedio della città. In ricordo di quell'avvenimento fu costruita ad Ariano la chiesa di Santa Maria della Ferma.
Molto noto è il voto che gli arianesi fecero nel 1528 a Sant'Ottone in tempo di peste per esserne liberati, e in altre circostanze, dice la tradizione, Ariano fu salvata o preservata dalla peste dal santo.
Si associa la protezione del santo a quella triste sera del 23 novembre 1980, quando il campanile della piazza si piegò su se stesso, sotto gli occhi di una folla che in quel momento animava la città: gli arianesi rimasero indenni da quelle macerie e alcuni vi intravidero la mano del santo, volta a proteggere il tricolle.
Fra i miracolati del santo vi fu anche Sant'Eleazario (o Elzeario o Elsiario) de' Sabran, che divenne conte e anch'esso patrono di Ariano.
La statua del 1502 sul portale del Duomo
Ad Ariano i maggiori centri di culto del santo sono la cappella di Sant'Ottone, la principale della cattedrale, e l'antica chiesa di San Pietro in Reclusis. Il più bel monumento dedicato a Sant'Ottone ad Ariano è sicuramente la statua del santo posta nel 1502 dall'allora vescovo di Ariano, Nicola degli Ippoliti, nella nicchia sovrastante il portone destro della facciata della cattedrale.
Sotto la nicchia c'è un distico: «ASSURGAS QUICUMQE POTES SPECTARE FIGURAM NAM PATER EST URBIS NOMINE DIVUS OTHO» (Salga ai suoi piedi chiunque vuol vedere la sua immagine, perché il patrono della città si chiama Ottone).
Nel 1592 i maggiorenti dell'Università vollero fare la cappella del glorioso Santo Oto di questa città per la elemosina del voto fattoli, e con la spesa di trecento ducati v'innalzarono il magnifico altare di pietra in stile rinascimentale — non a caso alla base delle colonne è presente lo stemma della città di Ariano. Il vescovo Ridolfi adornò la cappella di Sant'Ottone con armoniose pitture disposte tutt'intorno, che illustravano i vari miracoli compiuti dal Beato Eremita (Barberio), le quali tutte perirono per i terremoti, e fece realizzare, da maestri beneventani, una statua del Santo in marmo di Carrara sulla cui base è scolpito il suo stemma e la scritta «OCTAVIUS RODOLFIUS, ANNO DOMINI MDCVIII, EPISCOPUS S. OTHONI».
L'altare attuale è settecentesco e si deve al vescovo Saverio Pulce Doria la realizzazione, nel 1769, dell'elaborato altare in stile tardo barocco per la statua marmorea di Sant'Ottone, in sostituzione dell'altare rinascimentale, che andrà ad ospitare prima la statua di Sant'Elziario e poi il fonte battesimale. Una statua di argento del Santo, realizzata nel Seicento, è custodita nel Museo degli Argenti di Ariano Irpino.
La fiaccolata dall'ospedale al romitorio
Il ritrovo è dinanzi all'ospedale Sant'Ottone Frangipane e la fiaccolata va verso il romitorio, nel rione San Pietro, con la donazione della lampada votiva a cura dell'amministrazione comunale. In una delle edizioni sono stati il sindaco, una consigliera provinciale e il presidente della pro loco i Normanni a portare in testa alla fiaccolata, partita dall'ospedale Frangipane, l'olio votivo in onore di Sant'Ottone; spente le fiaccole è avvenuta poi la benedizione delle brocche contenenti l'olio donato al Santo e l'accensione della lampada dinanzi alla statua del Santo.
La sera prima si benedice il pane alla presenza delle associazioni, che verrà poi distribuito nella giornata successiva nelle varie parrocchie, con la tradizionale benedizione dei pani nella chiesa di San Pietro in Reclusis.
Dal romitorio alla Basilica Cattedrale
La geografia della festa segue i luoghi del santo. Si parte dal Romitorio e dalla chiesa di San Pietro in Reclusis, nell'omonimo rione, dove Ottone visse gli ultimi anni: qui si celebra la messa del mattino e si tengono le catechesi dedicate alla sua opera caritativa.
Il culmine è la concelebrazione eucaristica solenne nella Basilica Cattedrale, affacciata su Piazza Duomo, animata dal coro della cattedrale e presieduta dal vescovo, con la partecipazione del clero diocesano, dell'amministrazione comunale e dei comandi delle forze dell'ordine. In un'edizione la celebrazione è stata presieduta dal vescovo di Nocera Inferiore-Sarno, e a seguire, dopo anni di stop, si è tenuta la processione del busto di Sant'Ottone lungo le strade cittadine, partendo da Corso Europa a causa dei lavori in corso lungo via Roma.
La festa è promossa dalla Diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia insieme al Comune di Ariano Irpino e alle associazioni cittadine, e coinvolge tutte le parrocchie del territorio in un triduo di preparazione che precede la solennità, con l'alternarsi di vari parroci con le rispettive comunità.
Un santo «straniero» venerato anche altrove
Le associazioni cittadine, di concerto con la Diocesi di Ariano Irpino-Lacedonia e il Comune di Ariano Irpino, tornano a unirsi in nome del Santo Patrono, Sant'Ottone Frangipane, uno «straniero» trapiantato nella città del Tricolle.
Sant'Ottone è molto venerato anche nella città di Castelbottaccio, nel Molise, dove è il patrono, e viene venerato anche a Pianezza e Alpignano, in Piemonte, dove esistono comitive di Arianesi, emigrati da anni, fortemente legati al santo eremita, amante soprattutto dei forestieri.
In estate avviene da anni la rievocazione storica del dono delle sacre spine, e in questa circostanza il santo tanto caro ai pellegrini del tricolle viene portato in processione lungo le strade cittadine.
In passato in tale periodo si teneva anche la principale fiera popolare cittadina: la cosiddetta fiera di Sant'Oto durava infatti otto giorni a partire dal 23 marzo, malgrado la possibile sovrapposizione con le festività pasquali.
Come arrivare alla festa
Arrivare ad Ariano Irpino per la festa chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Ariano Irpino, a 5,8 chilometri da Ariano Irpino, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Orneta-Villanova-Zungoli ha davanti un percorso di 7,9 chilometri che in 9 minuti porta a destinazione.
Nello stesso periodo, poco lontano
Nella stessa provincia, altre feste da mettere in calendario.
- San Giuseppe a Calabritto — marzo
- San Modestino ad Avellino — febbraio
- San Sabino ad Atripalda — febbraio