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Mercatini di Natale ad Alghero 2026 - Le casette sotto le antiche mura e il villaggio di Babbo Natale nella Torre di piazza Sulis
Fonte: unionesarda.it, letta il 02/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.
Alghero, in provincia di Sassari, in Sardegna, è una delle città più affascinanti d'inverno, e il suo mercatino di Natale si distingue per la posizione in riva al mare: le antiche mura fanno da sfondo alle casette in legno che espongono artigianato locale, gioielli in corallo e delizie gastronomiche. La sera il porto si illumina con un gioco di luci, e il centro storico di origine catalana si trasforma in un piccolo villaggio natalizio, fra botteghe, installazioni luminose e mercatini che animano le piazzette acciottolate.
Il mercatino, la torre e la pista di pattinaggio
Il mercatino natalizio si tiene in Largo San Francesco, e insieme aprono altre due attrazioni molto attese: il villaggio di Babbo Natale nella storica Torre di piazza Sulis e la pista di pattinaggio al Quarter, inaugurata insieme al mercatino. Nel quartiere antico le luci si accendono in anticipo, e il grande albero della città si illumina alla vigilia dell'Immacolata.
Fra vicoli e piazze fanno la loro comparsa anche le mascotte natalizie: lo Schiaccianoci, l'Omino di pan di zenzero, Babbo Natale, l'Albero di Natale, l'Elfo, il Pinguino e il Pupazzo di neve. Sono veri e propri «pupazzoni» giganti, che accompagnano grandi e piccoli lungo le vie della festa.
Il programma si allarga poi a laboratori per famiglie, musica itinerante e sapori locali; ci sono spettacoli nel centro storico, e il brindisi fra le botteghe, pensato per celebrare il commercio locale e i prodotti del territorio. All'ex mercato ortofrutticolo di via Sassari si tiene il Nadal al Mercat, un percorso fra gusto, tradizione e qualità. Durante tutto il periodo natalizio si possono scoprire prodotti tipici come i dolci tradizionali e l'artigianato locale che richiama le radici catalane.
L'albero fatto dagli studenti
L'Albero di Natale di Porta Terra è una delle attrazioni classiche del Natale algherese, e lo realizzano gli studenti del Liceo Artistico della città, su un'opera ideata dall'artista Tonino Serra. In un'edizione l'installazione si intitolava «Rosso tondo»: un albero costruito con tre tipi di intervento — festoni, rami di corallo e sfere rosse — pensato per ricordare il classico gioiello sardo detto «torschon», di moda soprattutto nei centri costieri, con il rosso che richiama lo stemma di Alghero.
Gli allestimenti urbani sono d'autore, firmati dagli artisti Antonio Marras e Tonino Serra, che lavorano con gli studenti dell'Artistico. Uno dei progetti, curato da Tonino Serra e intitolato «Un Pensiero per Te», ha come protagonisti l'oro e il turchese: stelle di diverso diametro rappresentano la «ricchezza» della Riviera del Corallo, mentre il turchese è dedicato ai riflessi del colore del mare, in una forte armonia cromatica ispirata allo stemma araldico della città. Anche i quartieri fanno la loro parte: le installazioni luminose di Largo Guillot sono state realizzate e donate alla città dal Comitato Area Sant'Agostino, uno dei quartieri più popolosi di Alghero, con un contributo economico proprio e il lavoro degli associati; le luci sono benedette da don Giuseppe Curcu, parroco della chiesa del Santissimo Nome di Gesù, durante una cerimonia che vede anche il canto del coro della parrocchia di Guardia Grande, diretto da Giulio Saverio Leone.
Tutto questo sta dentro il Cap d'Any de l'Alguer, il Capodanno più famoso della Sardegna: un evento che dura settimane, con concerti, teatro, degustazioni e attività per famiglie, e in cui le influenze catalane si mescolano alle tradizioni sarde.
Il canto della Sibilla nella notte di Natale
La notte della Vigilia, nella Cattedrale di Santa Maria, si rinnova l'esecuzione di un canto medievale detto «Signum Judicii» o «Lo Senyal del Judici», noto anche come canto della Sibilla. È un antico canto in lingua catalana che, ispirandosi al «Dies irae», anticipa con apocalittiche immagini il gran tribunale di Cristo a Giosafat, nome della valle nella quale secondo la Bibbia avverrà il Giudizio finale.
Il canto viene eseguito ininterrottamente dal Medioevo solo ad Alghero e a Maiorca, ed è stato dichiarato Patrimonio immateriale dell'Umanità dall'Unesco; ad Alghero si esegue fin dal XIV secolo, in occasione della Missa del Gall della notte di Natale, e testimonia i profondi legami fra la città e la Catalogna. Il testo è documentato da una trascrizione fatta dal canonico Antonio Michele Urgias nel 1828, conservata nell'Archivio Storico Diocesano.
In passato la cerimonia prevedeva che, mentre veniva intonato l'inno, due chierichetti impugnassero l'uno la spada, quale simbolo della giustizia divina, l'altro uno scettro, segno dell'autorità capitolare. Oggi l'esecuzione è affidata al Coro Polifonico Algherese, con Gabriele Catalano nella parte del Sibil·ler e un accompagnamento strumentale che arricchisce la narrazione musicale, dentro il percorso liturgico della celebrazione.
Come arrivare alla festa
I Mercatini di Natale ad Alghero si raggiungono con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Alghero, a 3,9 chilometri dal centro, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Olmedo ha davanti un percorso di 16 chilometri, diciannove minuti di guida.
Eventi nei dintorni
Qui intorno, nello stesso periodo, si festeggia anche cosi'.
- Sagra del riccio di mare (Lu bogamarì) ad Alghero — febbraio
- San Michele ad Alghero — settembre
- Mercatini di Natale ad Arzachena — dicembre