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Sagra dell'Asparago Rosa a Mezzago 2027 - I teli scuri che dosano la luce e fanno la punta rosa
Il giorno esatto cambia ogni anno e non e' ancora stato reso noto.
Fonte: prolocomezzago.it, letta il 21/09/2026.
La Sagra dell'Asparago Rosa si tiene a Mezzago, in provincia di Monza e della Brianza, dall'ultima settimana di aprile alla terza settimana di maggio, per quattro settimane. Il centro della festa è Palazzo Archinti, dove i volontari della Pro Loco gestiscono il ristorante con i piatti a base di Asparago Rosa di Mezzago, l'ortaggio che ha l'apice rosato e la restante parte bianca; nel cortile si tengono concerti, mostre, tornei sportivi e la vendita diretta dei mazzi da parte dei produttori. La prima edizione della sagra è del 1960.
Il rosa non è un caso: è una tecnica
Diversamente da quanto accade in tutto il resto d'Italia, dove si producono turioni completamente verdi o bianchi, quelli raccolti a Mezzago hanno l'apice rosato — 3-4 centimetri — e la rimanente parte completamente bianca.
A marzo, non appena il turione spunta dal terreno, si effettua una «baulatura», innalzando cumuli di terra alti circa trenta centimetri proprio per far crescere gli asparagi dentro la terra.
Vengono posati teli pacciamanti di colore scuro lungo tutte le file, sia contro le erbe infestanti ma soprattutto per coprire e scoprire abilmente le punte dei turioni una volta fuoriuscite dal terreno, con lo scopo di dosare la giusta quantità di luce solare che assicura il caratteristico pigmento rosato.
Le peculiari qualità organolettiche sono determinate dalle condizioni pedoclimatiche del mezzaghese — terreno argilloso con particolare presenza di minerali ferrosi, con falde poco profonde.
Il suo colore rosato vira al verde in cottura.
Un anno di lavoro per due mesi di raccolta
Il ciclo produttivo inizia ai primi di aprile e termina circa a fine maggio, ma il lavoro vero e proprio inizia già a gennaio con il taglio e la triturazione dei resti vegetativi dell'anno precedente.
A febbraio il terreno viene smosso, arieggiato e concimato con gli erpici sarchiatori, senza danneggiare le radici presenti, perché l'asparago è una pianta poliennale dalla vita produttiva di circa 10-12 anni.
Aprile e maggio sono i mesi della raccolta, che avviene ancora a mano con un particolare attrezzo di ferro — il ferr de sparč — che permette di sollevare e sfilare gli asparagi uno a uno. Poi vanno selezionati, puliti e legati a mazzi per la vendita.
Un seme nascosto in una canna
Sull'arrivo dell'asparago a Mezzago il paese conserva due versioni.
La prima è una leggenda: le sue origini sono nascoste nella storia leggendaria di un certo Giovanni Brambilla, detto «Muschèn», che avrebbe portato dall'America, nascosto in una canna, un seme di asparago.
Le testimonianze più accreditate dicono che si è inserito nel panorama agricolo solo dopo la Grande Guerra, quando la gelsibachicoltura era già in declino, ma in mezzo ai filari dei «muruni» — i gelsi — i contadini mettevano i «spargeer», le asparagiaie, così univano alla produzione del baco da seta anche quella degli asparagi.
Gli asparagi di Mezzago erano già presenti nei mercati ortofrutticoli di Monza e Milano negli anni Trenta, e all'epoca d'oro erano quasi 400 le famiglie che coltivavano asparagi. L'epoca d'oro della coltura durò tra il 1930 e il 1970.
La coltura che stava per sparire, e la sagra con lei
A partire dagli anni Settanta si è assistito a un progressivo abbandono della coltivazione, imputabile a un generalizzato declino del settore agricolo a favore dell'industrializzazione e alla parallela diminuzione della redditività della coltivazione.
Verso la fine degli anni Novanta la produzione era compromessa al punto da non soddisfare più le richieste locali, fin quasi a pregiudicare l'esistenza stessa della sagra tradizionalmente dedicata a questo ortaggio.
Sessantottomila piantine
Nel 2000, su impulso dell'amministrazione comunale, è stata avviata una forte iniziativa progettuale volta alla reintroduzione dell'Asparago Rosa quale coltura tipica di Mezzago, recuperando una «storia» iniziata ai primi del Novecento.
Il piano prevedeva il coinvolgimento «partecipato» di più soggetti: un istituto sperimentale per l'agricoltura per l'aspetto tecnico-agronomico; la Regione Lombardia e il Comune di Mezzago che, oltre a coordinare l'intero progetto, finanzia l'acquisto di 68.000 piantine — tecnicamente le “zampe” da seminare. Alla Pro Loco toccò la promozione dell'iniziativa, mentre la parte essenziale fu il coinvolgimento e la sensibilizzazione degli agricoltori e più in generale di tutta la cittadinanza, con l'obiettivo di costituire una cooperativa.
Da lì è nata la Cooperativa Agricola di Asparagicoltori Mezzaghesi (CAAM), che oggi riunisce produttori e giovani imprenditori impegnati a rilanciare questa coltura storica, e il recupero si è appoggiato anche a un programma con l'università statale di Milano e all'inserimento nel «Progetto di sperimentazione regionale orticoltura anno 2000», grazie al quale è stato predisposto il disciplinare colturale.
Oggi l'Asparago Rosa viene coltivato su circa 14 ettari.
Un marchio, una De.Co. e una fascetta
L'asparago di Mezzago è protetto da più di un riconoscimento.
Il primo è comunale: la De.Co., Denominazione Comunale di Origine, nasce da un'idea originale di Luigi Veronelli, ed è un certificato di nascita, una dichiarazione anagrafica dell'origine del prodotto, che assicura visibilità all'opera di piccoli produttori del territorio comunale.
Il marchio del Ministero
Il secondo è nazionale: il marchio «Asparago Rosa di Mezzago®» è riconosciuto come Marchio Collettivo d'Impresa, rilasciato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, e tutela l'Asparago Rosa, i prodotti derivati dalla sua lavorazione e tutti gli eventi di promozione ad essi correlati, in particolare la Sagra.
La Pro Loco lo concede in uso a produttori, imprese commerciali, enti e associazioni che rispettano i vincoli definiti dal regolamento d'uso del marchio collettivo, e istituisce e mantiene l'Albo dei Produttori dell'Asparago Rosa di Mezzago, gestendo la fornitura delle etichette identificative.
Il prodotto si riconosce anche a occhio, dalla caratteristica fascettatura, e può essere acquistato direttamente dai produttori mezzaghesi dall'inizio del mese di aprile a fine maggio.
Quattro settimane a Palazzo Archinti
Dura quattro settimane, fra festa e partecipazione collettiva, dall'ultima settimana di aprile alla terza di maggio, tutte nella storica cornice di Palazzo Archinti, che per un mese diventa il salotto buono di Mezzago.
Il cuore dell'evento è il ristorante gestito dai volontari della Pro Loco, dove l'asparago finisce in ogni portata — risotto all'asparago rosa, il piatto simbolo, tagliolini freschi conditi con punte di asparago, crespelle e lasagne, carni e secondi piatti, e dolci e specialità innovative che sperimentano abbinamenti insoliti. Ci sono anche il gelato e la birra, sempre rigorosamente all'asparago rosa.
Al ristorante si usano stoviglie di ceramica, niente plastica né per le stoviglie né per l'acqua, solo quella «del sindaco», e caffè equosolidale.
Alla sagra è destinato quasi il 30% della produzione.
Novanta volontari, e un torneo di scacchi
La sagra è realizzata grazie all'impegno di oltre novanta volontari, che lavorano ogni anno in cucina, in sala e nell'organizzazione generale dell'evento, ognuno secondo le proprie passioni e le proprie abilità. Fra loro ci sono anche i ragazzi del CSE, che partecipano attivamente alla sagra e alla vita del paese.
Scacchi, bocce e plogging
Il programma non è solo gastronomico. Sul versante sportivo si tengono un torneo open semilampo di scacchi, una gara nazionale di bocce, tornei di calciobalilla, una gara di orienteering, e poi passeggiate con il gruppo di cammino, escursioni nel parco e iniziative di plogging — mentre si corre e si fa jogging si raccolgono i rifiuti che si trovano lungo il percorso.
Tutti i venerdì sera il cortile di Palazzo Archinti si colora della musica di artisti, mentre il sabato sera il cortile si scatena con le note di gruppi ballabili. Ci sono poi mostre di pittura, di fotografia, di scultura, di prodotti artigianali, manifestazioni teatrali e laboratori di gioco per i bambini, visite guidate agli orti degli asparagisti e l'incontro «Dalla Terra alla Padella», un approfondimento sulla coltivazione e raccolta degli asparagi rosa.
Il giovedì, il venerdì e il sabato sera i produttori sono presenti nel cortile del Palazzo per vendere i loro mazzi di asparago e la ormai tradizionale birra all'asparago, accanto alle bancarelle del Mercato Agricolo a chilometro zero.
L'appuntamento clou della Sagra, che fino a qualche anno fa era il tradizionale Spaventamaggio, ora è divenuto «MEZSVAGO», con trattamenti shiatsu, yoga e pratiche olistiche, esibizioni di danza, concerti, caccia al tesoro in bici, pranzo conviviale per i più piccini e laboratori creativi.
Quanti anni ha questa festa
La festa è nata nel 1960, anno della prima edizione della “Sagra degli Asparagi”, poi integratasi nel “Maggio Mezzaghese”: la tradizione si consolida intorno agli anni Ottanta e alla fine degli anni Novanta diventa il Maggio Mezzaghese così come oggi lo conosciamo.
La Pro Loco, invece, organizza e gestisce la sagra da meno tempo: la convenzione con il Comune riconosce all'associazione un impegno espresso ininterrottamente dal 1989 a oggi.
Dal 2023, infine, la sagra ha un riconoscimento nazionale: il marchio «Sagra di Qualità» di UNPLI, che premia le manifestazioni capaci di valorizzare autenticamente i prodotti tipici e il territorio.
Come arrivare alla festa
La Sagra dell'Asparago Rosa a Mezzago si raggiunge con un viaggio non brevissimo, e vale la pena affrontarlo. Per chi sceglie il treno, la stazione ferroviaria più vicina è quella di Paderno-Robbiate, a 7,8 chilometri: conviene organizzarsi per coprire l'ultimo tratto. In automobile si esce al casello di Cavenago - Cambiago, e il tragitto è di 8,4 chilometri per 10 minuti di guida.
Eventi nei dintorni
Altri appuntamenti nei paesi vicini.
- Festa de Carnà a Carnate — aprile
- San Giovanni Battista a Monza — giugno
- Corteo Storico di Teodolinda a Monza — giugno