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Mercatini di Natale a Roma: la giostra del 1896 e le 67 casette di Prati
Questa e' l'ultima edizione di cui abbiamo notizia: le date della prossima non sono ancora state annunciate.
Fonte: comune.roma.it, letta il 02/09/2026. L'anno e' dedotto e va confermato.
I Mercatini di Natale invadono Roma dall'8 dicembre, giorno dell'Immacolata Concezione, fino all'Epifania del 6 gennaio, da Piazza Navona ai giardini di piazza Mazzini nel Rione Prati. Le bancarelle in legno decorato circondano la Fontana dei Quattro Fiumi mentre la giostra ottocentesca gira davanti alla chiesa di Sant'Agnese in Agone, tra presepi, dolci tradizionali e la Befana che qui prende il posto di Babbo Natale. Il mercatino di Piazza Navona si rinnova da oltre 200 anni, mentre nei giardini di Prati le tradizionali 67 casette si dispongono attorno alla fontana degli anni Trenta.
Piazza Navona, dal mercato del 1477 alla Befana
La piazza è sempre stata piena di bancarelle e confusione, ed è proprio la natura da «mercato» ad averne segnato la storia, almeno dal 1477, quando vi fu trasferito il mercato della frutta e degli ortaggi che si teneva alle pendici del Campidoglio. Il mercatino di Natale si rinnova da oltre 200 anni: quella che una volta era chiamata «Festa della Befana» si svolgeva inizialmente a Piazza Sant'Eustachio, e si trasferì a Piazza Navona dopo l'Unità d'Italia.
La piazza è il capolavoro barocco costruito sulle rovine dello Stadio di Domiziano, con la Fontana dei Quattro Fiumi di Bernini a dominare lo spazio ovale e la chiesa di Sant'Agnese in Agone di Borromini a fare da sfondo architettonico. Le tradizionali bancarelle si dispongono attorno alla fontana e animano l'area fino alla Befana: sono circa 100, in legno decorato.
La giostra, le streghe e il carbone dolce
L'attrazione principale del mercato è un'antica giostra, alcune parti della quale risalgono al 1896, con i cavalli dipinti ottocenteschi. Attorno ci sono musicisti di strada e spettacoli di burattini, la casetta di Babbo Natale dove i bambini consegnano la letterina e scattano una foto ricordo, e un mini luna park.
Sui banchi si trova quello che il Natale romano vuole. I presepi, che in Italia si prendono molto sul serio, vanno dalle semplici capanne alle scene elaborate a più livelli con fontane funzionanti e luci. Le Befane sono ovunque, in versione peluche, decorazione o contenitore di caramelle, e restano il simbolo del Natale romano per eccellenza. Poi i dolci — torrone, panettone, pandoro, cioccolato artigianale e il famoso carbone dolce per i bambini «cattivi» —, i giocattoli di legno d'altri tempi accanto a quelli moderni, gli addobbi artigianali, i souvenir e le decorazioni per presepi. Da mangiare camminando ci sono caldarroste, zeppole, crepes, panini con porchetta e vin brulé; fra le specialità gastronomiche romane compaiono il pangiallo e i mostaccioli, e la cioccolata calda con panna. È anche il posto giusto per andare a caccia di regali per la calza della Befana.
Le 67 casette dei giardini di Prati
Nel cuore del Rione Prati, i giardini di piazza Mazzini — disegnati da Raffaele de Vico e tornati a splendere dopo un intervento di riqualificazione ambientale e monumentale — si vestono di luci per il Mercatino di Natale. Il cuore dell'allestimento sono le tradizionali 67 casette di legno, disposte in modo armonioso attorno alla scenografica fontana centrale degli anni Trenta, fra lecci, cipressi e siepi. Il mercatino apre fra il primo dicembre e l'Immacolata e chiude all'Epifania.
Nelle bancarelle si trovano prodotti tipici e artigianali, presepi, decorazioni natalizie, dolci tradizionali e specialità gastronomiche, e negli ultimi tempi si sono aggiunti banchetti di cioccolata calda e zucchero filato, buoni per le passeggiate serali tra le casette illuminate. È anche il ritrovo consigliato per gli estimatori di antiquariato, oggetti retrò e mobili antichi. L'ingresso è gratuito, l'evento è storico e ricorrente, organizzato con concessione pluriennale. Poco distante, sempre in zona, il mercatino di Piazza Caprera è suggerito soprattutto per artigianato e antiquariato, bigiotteria e profumi.
Villaggi grandi: EUR, Villa Borghese, Cinecittà
Fuori dal centro storico i mercatini diventano villaggi. Viale America, al laghetto dell'EUR, si trasforma nel villaggio natalizio più grande della capitale, a ingresso gratuito, con oltre 100 espositori fra artigianato, prodotti tipici, oggetti d'epoca, cibo di strada e idee regalo, selezionati per portare al pubblico il meglio della creatività e dei prodotti gastronomici; il cuore è una grande pista di pattinaggio su ghiaccio circondata da bancarelle e da aree coperte da tensostrutture in Cristal, e per i bambini c'è la Santa House, la casa di Babbo Natale in versione Igloo. Il percorso natalizio del quartiere conta tredici tappe diffuse e un villaggio permanente in viale America; in piazza Don Luigi Sturzo, l'EUR Christmas Rome mette una pista di pattinaggio e un albero solitamente alto più di 10 metri.
Nel cuore di Villa Borghese, lungo via del Galoppatoio, c'è il Christmas World, presentato come il parco natalizio più grande d'Europa: aree tematiche dedicate alle cucine del mondo, botteghe artigianali, installazioni scenografiche, una pista di pattinaggio su ghiaccio di circa 900 mq e spettacoli dal vivo con oltre 300 artisti, oltre a laboratori per i più piccoli e agli incontri con Babbo Natale. A Cinecittà World il Natale diventa una produzione cinematografica: la Christmas Street ricrea l'atmosfera della New York anni Venti con ghirlande e luminarie d'epoca, i mercatini propongono prodotti ispirati al cinema — dalle riproduzioni di costumi d'epoca ai gadget esclusivi — e accanto ci sono 12 attrazioni a tema, lo Snow Park al coperto con piste di pattinaggio e scivoli di ghiaccio, il Christmas Show, la Parata di Natale e il Presepe del Cinema.
Ci sono poi il Borgo di Babbo Natale al Borgo Terraluna, 20.000 mq con la Fabbrica dei Regali, la Casa di Babbo Natale e l'Ufficio Postale degli Elfi; il Fantastico Castello di Babbo Natale al Castello di Lunghezza, dove le stanze ospitano la Sala del Trono, le Slitte, la Camera da Letto, gli Elfi Giocattolai e la Fata delle Nevi; il Mercatino Giapponese all'Ippodromo Capannelle, la Japan Days Christmas Edition, con più di 100 espositori fra kimono, ceramiche, tè pregiati, dolci tipici, fumetti da collezione e manga; i mercatini stagionali del Lungotevere; e quello dell'Auditorium Parco della Musica, progettato da Renzo Piano, che unisce artigianato ed enogastronomia a un mese di concerti e spettacoli gratuiti, con la Cavea che ospita i concerti gospel, il Roma Gospel Festival dal 20 dicembre e la maratona di danze del 1° gennaio.
Cento presepi sotto il colonnato
L'8 dicembre, in serata, si accendono le luci della città e l'albero, che in un anno recente è stato posizionato a Piazza del Popolo invece che ai piedi dell'Altare della Patria, dove sta tradizionalmente. Il rito che segna l'inizio ufficiale del tempo natalizio, però, è la cerimonia di inaugurazione del presepe e di accensione dell'albero in Piazza San Pietro, gratuita e aperta a tutti, che si svolge nello Stato della Città del Vaticano, all'interno del territorio del Comune di Roma. La tradizione dell'albero in piazza risale al 1982 e da allora non si è più interrotta; l'abete supera abitualmente i 25 metri, viene da foreste gestite in modo sostenibile e il suo abbattimento è compensato da nuove piantumazioni. Albero e Natività arrivano ogni anno da un territorio italiano diverso, accompagnati dalle delegazioni dei comuni e delle diocesi donatrici, tra bande musicali, cori e migliaia di pellegrini. Il programma prevede l'apertura con la Banda musicale della Gendarmeria Vaticana e l'inno pontificio, i saluti istituzionali, lo scoprimento del presepe allestito ai piedi dell'obelisco, l'accensione dell'albero e i canti dei cori delle diocesi ospiti; nello stesso giorno si inaugura una seconda Natività nell'Aula Paolo VI. Il presepe della piazza è un'opera a grandezza quasi naturale, realizzata da associazioni di presepisti, artigiani e volontari che lavorano per mesi a statue, scenografie e sistemi di illuminazione, ed è uno dei più grandi al mondo, con oltre 2000 personaggi.
Nel colonnato di sinistra, intanto, si tiene l'Esposizione Internazionale «100 Presepi in Vaticano», che raccoglie opere di artisti di tutto il mondo, ognuna con materiali e tecniche diverse: si va dai modelli in legno intagliato a quelli realizzati con vetro, sabbia o carta, fino alle reinterpretazioni moderne della Natività. In una recente edizione i presepi esposti erano 125, provenienti fra gli altri da Francia, Croazia, Polonia, Ungheria, Costa Rica, Brasile, Giappone, Filippine e Stati Uniti, e fra i pezzi c'erano la «Barca del Giubileo» della Saint Mary Cathedral di Osaka, fatta con materiali tipici giapponesi, e una Natività dal Santuario del Cristo Redentore di Rio de Janeiro, creata con fibre di cocco e banana.
Un calendario che si chiude con l'Epifania
Le date, a Roma, dicono molto di come la città intende la festa. Si comincia l'8 dicembre e si finisce il 6 gennaio, quando la Befana — che secondo la leggenda non riuscì a raggiungere la capanna dove nacque Gesù — vola per l'Italia portando doni ai bambini buoni e carbone, dolce, ai monelli. I mercatini celebrano con eventi speciali, parate e apparizioni della strega buona tra il 5 e il 6 gennaio, e a Piazza Navona la Festa della Befana porta in piazza la vecchina con la scopa, che distribuisce dolcetti e piccoli doni: spettacoli, musica ed eventi dedicati chiudono il periodo festivo nella capitale. Albero e presepe di San Pietro, dal canto loro, restano visibili giorno e notte fino alla festa del Battesimo del Signore, a metà gennaio.
In mezzo, la città si comporta come un teatro a cielo aperto. Via del Corso, Piazza di Spagna, Fontana di Trevi e le principali vie dei negozi si illuminano dai primi di dicembre; nelle piazze principali — da Piazza di Spagna a Piazza del Popolo a Piazza Navona, fino a Piazza San Pietro — si allestiscono abeti e presepi; le chiese romane preparano presepi che sono vere opere d'arte, e quelle di quartiere organizzano presepi viventi che coinvolgono intere comunità. La tradizione romana ha radici antiche, e sono molti i mercatini storici che tornano ogni anno in città: quel che li tiene insieme è un clima abbastanza mite per passeggiare la sera all'aperto, e una tradizione che mescola sacro e profano in modo inconfondibile.
Come arrivare alla festa
Arrivare a Roma per i Mercatini di Natale chiede un po' di strada, e la strada fa parte della festa. Chi viaggia su rotaia scende alla stazione ferroviaria di Roma Trastevere, a 3,6 chilometri dal centro, e per l'ultimo tratto serve un mezzo. Il mezzo più comodo è l'automobile: chi esce allo svincolo di Trastevere ha davanti un percorso di 7,6 chilometri, undici minuti di guida.
Eventi nei dintorni
Qui intorno, nello stesso periodo, si festeggia anche cosi'.
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